Nuova truffa segnalata dall’Agenzia delle Entrate riguardante le criptovalute.

Una delle truffe più comuni è il  “pishing”, ovvero un tentativo subdolo di frode che mira a ingannare le persone affinché rivelino dati privati come password, numeri di carte di credito e codice fiscale. I  truffatori informatici inviano email ingannevoli a vari indirizzi, facendole sembrare provenienti da aziende rispettabili e rinomate. I contenuti di tali messaggi possono variare: si può essere avvisati di una vincita in denaro, della necessità di disattivare un codice di carta di credito, o della verifica di informazioni bancarie o postali. Ad esempio, l’e-mail può informare il malcapitato che i dati del proprio conto e le credenziali di accesso, come username e password, non sono più al sicuro e devono essere aggiornati tramite un link presente nel messaggio. Tuttavia, il collegamento non porta al sito ufficiale della banca o dell’azienda in questione, ma a una replica creata dal truffatore stesso. Così, se decidete di inserire i vostri dati personali, il criminale potrà utilizzare tali informazioni per effettuare operazioni bancarie a nome della vittima senza che essa lo sappia, oppure sfruttare i fondi per aste online. Pertanto, se ricevete un’e-mail di questo tipo, è fondamentale prestare la massima attenzione: ricordate che nessuna banca o azienda richiede informazioni tramite email ai propri clienti. In questi giorni l’agenzia delle entrate ha messo in guardia in cittadini su una campagna di phishing telefonico che riguarda la  tassazione delle  cripto valute. Come riporta il sito dell’A.d.e. :”   Nelle ultime settimane sono stati segnalati tentativi di truffa a tema tassazione criptovalute. I tentativi si basano sullo spoofing telefonico, tecnica che permette ai malfattori di falsificare il numero chiamante per farlo apparire come un contatto noto e affidabile. Le vittime di questa tipologia di truffa, prevalentemente investitori in cripto valute, nel caso in cui non rispondessero alle telefonate malevole, potrebbero ricevere anche un SMS fraudolento, nel quale vengono invitate a regolarizzare la propria posizione fiscale con l’Agenzia delle Entrate e richiamare un numero telefonico indicato nel corpo del messaggio. Riportiamo di seguito un esempio di SMS fraudolento: “Gentile contribuente, è necessaria un’immediata verifica della sua posizione fiscale. La preghiamo di contattarci urgentemente al numero XXXXXXX per evitare sanzioni. “Non è del tutto da escludere che richiamando il numero indicato, si potrebbe atterrare su linee a pagamento con costi molto elevati e si possa incappare quindi in una ulteriore tipologia di truffa mirata al furto del credito telefonico. Le telefonate afferenti questa campagna malevola potrebbero provenire, anche in giornate e orari non lavorativi, da numeri ufficiali dell’Agenzia delle Entrate pubblicati su internet, ma in realtà i numeri reali sono mascherati tramite la manipolazione del numero chiamante (spoofing). In occasione di queste telefonate fantomatici addetti di società di intermediazione scriptural potrebbero richiedere di versare anche in cripto valuta su un portafoglio digitale (wallet), per evitare sanzioni ed entro un termine temporale stringente, somme anche cospicue relative a fantomatiche imposte dovute. Pertanto, qualora si ricevessero comunicazioni analoghe a quelle descritte, raccomandiamo di prestare la massima attenzione, di non ricontattare assolutamente il mittente, di non cliccare sui link in esse presenti, di non fornire credenziali d’accesso, dati personali e le coordinate bancarie in occasione di eventuali telefonate legate a questo tipo di fenomeni.

Direttore Umberto Buzzoni
Avv. Anna Maria Calvano

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