Il ricorso amministrativo rivolto all’INPS è uno strumento attraverso il quale è possibile contestare le decisioni adottate dall’Istituto. In sostanza, si tratta di una richiesta formale presentata a un organo diverso da quello che ha emesso il provvedimento, con lo scopo di ottenerne la revoca oppure la modifica. La disciplina dei ricorsi amministrativi contro l’INPS trova fondamento nel decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199, che ha introdotto una regolamentazione generale dei procedimenti di impugnazione in sede amministrativa, definendone modalità e tipologie. A tale normativa si affianca la legge 9 marzo 1989, n. 88, che ha previsto la riorganizzazione dell’Istituto nazionale della previdenza sociale e dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. Sulla base di queste disposizioni normative è stato successivamente emanato il “Regolamento sui ricorsi amministrativi di competenza dei Comitati dell’INPS”, approvato con deliberazione del Consiglio di amministrazione n. 8 del 18 gennaio 2023 e richiamato nell’allegato 1 della circolare INPS n. 48 del 17 maggio 2023.
Il termine entro il quale può essere proposto un ricorso amministrativo varia in base all’organo competente a esaminare la controversia. In generale, il ricorso deve essere presentato entro 90 giorni dalla comunicazione del provvedimento che si intende contestare. Quando invece si ricorre contro il silenzio-rifiuto dell’amministrazione, il termine di 90 giorni inizia a decorrere dal 121° giorno successivo alla data di presentazione della domanda rimasta senza risposta. Se la scadenza cade in un giorno festivo o non lavorativo, il termine viene automaticamente prorogato al primo giorno lavorativo successivo. Per i Comitati di vigilanza della Gestione Dipendenti Pubblici è previsto un termine più breve: il ricorso deve essere infatti presentato entro 30 giorni dalla ricezione del provvedimento. Nel caso di provvedimenti relativi a trattamenti pensionistici, tuttavia, il termine decorre dalla data del primo pagamento della pensione. Inoltre, in questo ambito non è ammessa la presentazione di ricorsi amministrativi contro il silenzio-rifiuto. Una descrizione dettagliata dei termini e delle modalità per la presentazione dei ricorsi amministrativi è riportata nella tabella allegata alla circolare INPS n. 48 del 17 maggio 2023.
Il ricorso amministrativo può essere presentato solo in modalità telematica: direttamente online tramite SPID (almeno livello 2) o CNS, oppure tramite un ente di patronato o un altro intermediario abilitato. Se il cittadino lo presenta autonomamente, deve accedere alla procedura, compilare le sezioni richieste (provvedimento, dati personali, motivi del ricorso) e allegare il ricorso firmato e gli eventuali documenti in formato digitale. Il ricorso resta modificabile fino all’invio definitivo (“Inoltro”); dopo l’invio è possibile scaricare la ricevuta di presentazione e, entro 24 ore, quella con il numero di protocollo. Accedendo nuovamente al servizio si possono consultare i ricorsi inviati, verificarne lo stato e, una volta conclusi, visualizzare e stampare l’esito e le relative delibere.
Direttore Umberto Buzzoni








