Le strade dissestate sono diventate una vera e propria sfida quotidiana per chi guida in Italia: evitare buche e avvallamenti costringe spesso gli automobilisti a manovre improvvise e potenzialmente pericolose. Il fenomeno è diffuso in numerose città italiane, ma Roma rappresenta uno degli esempi più evidenti: qui, oltre al degrado del manto stradale, si aggiunge anche il problema della presenza di animali selvatici, che rende la circolazione ancora più complicata. All’origine delle buche ci sono principalmente le condizioni atmosferiche avverse e una manutenzione insufficiente delle infrastrutture. Le conseguenze per i veicoli possono essere anche serie e comportare spese elevate, motivo per cui è fondamentale sapere come intervenire e tutelarsi per ottenere un eventuale risarcimento. Se si danneggia l’auto a causa di una buca, è importante fermarsi subito, documentare l’accaduto con foto, chiamare le autorità per il verbale, raccogliere eventuali testimonianze, richiedere assistenza medica se necessario e ottenere un preventivo dei danni. Con tutta la documentazione raccolta si può poi avviare la richiesta di risarcimento. Per ottenere il risarcimento, il conducente deve dimostrare danno e responsabilità dell’ente proprietario della strada, raccogliendo prove come verbale, testimonianze e documentazione medica. La richiesta va inviata all’ufficio competente entro 5 anni, tramite raccomandata, includendo dati, dinamica, danni e importo richiesto. Per ottenere un risarcimento per danni causati da una buca, il conducente deve dimostrare l’accaduto e la responsabilità dell’ente che gestisce la strada. Tuttavia, il rimborso può essere negato se la buca era visibile, la strada ben illuminata, il conducente era distratto o in eccesso di velocità, se c’era segnaletica di pericolo o se sono trascorsi più di 5 anni. Le nuove norme sulle strade, introdotte dal decreto ministeriale 279, mirano a rendere le pavimentazioni più durevoli e sicure, con interventi profondi di almeno 20 anni e superficiali di 5 anni, riducendo buche, rumore e costi di manutenzione, puntando anche sulla sostenibilità.
Avv. Anna Maria Calvano








