Nel nostro paese sta prendendo piede un fenomeno sempre più diffuso e inquietante: il telefono squilla, si risponde, ma dall’altra parte non c’è nessuno. Solo un silenzio sospetto, a volte accompagnato da un leggero fruscio, poi la chiamata si interrompe bruscamente. In molti archiviano questi episodi come banali problemi tecnici, ma la realtà potrebbe essere ben diversa. Secondo il Codacons, infatti, queste chiamate “mute” non sarebbero casuali, bensì parte di una strategia più sofisticata: un primo contatto silenzioso utile a selezionare e profilare potenziali vittime, in vista di tentativi di truffa più mirati. Dietro queste chiamate si nascondono spesso sistemi automatici in grado di comporre numeri a raffica, uno dopo l’altro. Non puntano a parlare con qualcuno, ma a registrare qualsiasi tipo di risposta. L’obiettivo è raccogliere informazioni: capire se il numero è realmente in uso, in quali momenti qualcuno risponde e quanto a lungo resta al telefono. Dati che possono sembrare irrilevanti, ma che in realtà servono a individuare i contatti più vulnerabili o facilmente raggiungibili. Una volta filtrati i numeri realmente attivi, scatta un secondo passaggio, molto più insidioso. Successivamente infatti può arrivare una nuova telefonata: dall’altra parte qualcuno si presenta come operatore telefonico, impiegato di banca o tecnico specializzato. Nei casi più delicati, invece, il truffatore può fingersi addirittura un familiare in difficoltà, facendo leva sull’emotività. A rendere queste messe in scena particolarmente efficaci è anche l’uso di informazioni reperibili con facilità online. Dati pubblici, social network e piccoli dettagli personali vengono combinati per costruire storie credibili e su misura. Se chi chiama conosce dettagli su di te, come il tuo nome o altre informazioni credibili, la tua attenzione cala e il pericolo di cadere nella truffa cresce notevolmente. Queste chiamate possono servire anche a registrare brevi frammenti vocali, persino un semplice “pronto”, da riutilizzare per rendere i contatti successivi più credibili. Non si tratta sempre di una clonazione perfetta della voce, ma di tecnologie che aumentano il realismo delle comunicazioni. Proprio la combinazione tra dati, abitudini e strumenti avanzati rende queste truffe più difficili da riconoscere. La truffa non parte con la richiesta di denaro: le telefonate mute sono spesso solo test per capire chi risponde e chi può essere ricontattato. Il Codacons invita a riagganciare subito, evitare di richiamare numeri sconosciuti e verificare sempre l’identità dei chiamanti sospetti. Bloccare e segnalare numeri anomali aiuta a limitare il fenomeno. Anche una chiamata apparentemente innocua può essere il primo segnale di un tentativo di truffa.
Avv. Anna Maria Calvano








