Oggi parliamo di un argomento che riguarda praticamente tutti i
consumatori: il nome sulla cassetta postale. Recentemente si sono verificati diversi casi di corrispondenza che è tornata al mittente perché sulla cassetta postale non è apposto il nome e il cognome dell’utente. A volte il nome non viene applicato per distrazione o per pigrizia ma a volte viene fatto appositamente. Cerchiamo di fare chiarezza in questo articolo. Primo elemento da considerare è la privacy. Siccome nome e cognome rappresentano dei dati sensibili non si può obbligare con delle sanzioni gli utenti ad affiggerlo sulle cassette. Gli effetti del mancato inserimento del nome e cognome ricadranno però sull’utente finale con la corrispondenza che tornerà al mittente per irreperibilità con tutte le conseguenze che ne derivano (è sbagliato infatti pensare che togliendo il nome si evitano le notifiche, ma questo argomento lo affronteremo in un altro articolo). La legge italiana che detta loe linee guida sull’attività di recapito afferma che: “«Le cassette devono recare, ben visibile, l’indicazione del nome dell’intestatario e di chi ne fa uso». Il nome sulla cassetta delle lettere è, dunque, obbligatorio ma non vi sono sanzioni. Altro elemento riguarda il posizionamento delle cassette postali: nel caso di una casa bifamiliare o di una villa, la cassetta dovrà essere posizionata sulla pubblica via. Se consideriamo il caso, invece, di un condominio, potrà essere posta anche all’interno ma si dovrà consentire al portalettere di accedere facilmente. Uno dei problemi dei postini infatti è accedere alle cassette posizionate internamente. Bisogna suonare a qualcuno per entrare e sistematicamente quel qualcuno va in escandescenza perché magari sta mangiando o riposando. Un ultimo approfondimento riguarda la presenza del nome e cognome o solo del cognome. A questo proprosito ci viene incontro una comunicazione fatta in Veneto proprio da Poste Italiane che andiamo ad analizzare. In provincia di Udine infatti , nell’anno 2019, è scattata la campagna “etichetta la cassetta”. Sono stati coinvolti circa 100 comuni nei quali, in presenza di una cassetta anonima , è stato recapitato un invito a inserire il proprio nome e cognome allegando etichette già stampate. Le parole di Poste Italiane sono state le seguenti: «Può avvenire infatti che, nonostante l’efficienza del servizio di smistamento della corrispondenza, la consegna finale sia resa oggettivamente impossibile da un piccolo elemento, all’apparenza poco significativo, ma determinante, l’assenza del nome e cognome dei cittadini sul citofono o nella cassetta delle lettere, il che non permette la corretta identificazione del destinatario della corrispondenza>>. Dunque per una corretta e puntuale attività di recapito sono necessari nome e cognome del proprietario della cassetta e di chi ne fa uso (pensiamo ad una casa in affitto). In un prossimo articolo parleremo, come accennato in precedenza, delle conseguenze di una corrispondenza tornata al mittente.
Direttore Umberto Buzzoni
Avv. Anna Maria Calvano







