Attacco hacker ad infocert. Come difendersi.

InfoCert, una delle maggiori aziende italiane specializzate nella fornitura di Spid e di servizi di identità digitale e certificazioni, ha subito un attacco informatico. L’impresa ha comunicato di aver subito il furto di più di 5 milioni di dati personali, poi messi in vendita sul dark web. In base a una nota ufficiale diffusa da InfoCert, l’attacco non ha influito direttamente sui sistemi interni, ma ha colpito un fornitore esterno. Anche il Garante della Privacy è intervenuto sulla questione, domandando chiarimenti all’azienda, che ha replicato fornendo due indirizzi email da poter utilizzare per maggiori informazioni e ha dettagliato i dati che sono stati compromessi. Nonostante l’entità dell’attacco haker, Infocert ha tranquillizzato i propri clienti affermando che “nessuna delle credenziali per accedere ai servizi Infocert e le password sono state violate”.

Attacchi informatici ai danni di aziende e istituzioni governative sono diventati una realtà quotidiana, causando gravi problemi e disservizi. Non solo le grandi organizzazioni, ma anche gli utenti comuni sono a rischio, considerando che oggi praticamente tutti usano dispositivi come smartphone, tablet e computer. Le ripercussioni di tali attacchi possono variare e presentare diversi gradi di gravità. Tra i danni più frequenti troviamo quelli economici. Molte persone segnalano di aver perso denaro o di aver subito clonazioni delle proprie carte di credito, arrivando addirittura alla sottrazione della propria identità. Inoltre, ci sono anche danni minori, come il furto di fotografie personali o di informazioni sensibili, che rappresentano comunque una grave invasione della privacy.

Ci sono vari suggerimenti che si possono seguire per ridurre il rischio di cadere vittime di questi crimini. Per prima cosa, è fondamentale essere cauti riguardo alle email ricevute. Le email sono uno dei mezzi più usati per compromettere i nostri dispositivi. Le banche, ad esempio, avvisano i propri clienti di non fornire dati o credenziali attraverso messaggi che richiedono clic su link sospetti. I criminali informatici sono abili nel creare siti ingannevoli che sembrano identici a quelli legittimi. In secondo luogo, è essenziale cambiare frequentemente le password, preferibilmente utilizzando combinazioni complesse e implementando l’autenticazione a due fattori, che richiede sia una password che un codice generato sul cellulare. Infine, è consigliabile avere un computer dedicato per scaricare musica e software e un altro da usare per accedere a siti sensibili come quelli bancari, evitando di utilizzare connessioni Wi-Fi pubbliche o gratuite il più possibile.

Direttore Umberto Buzzoni
Avv. Anna Maria Calvano

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