Conto condominiale. Pignoramento e polizza assicurativa.

L’amministratore si occupa della gestione del conto corrente condominiale, sempre nell’interesse della comunità. La normativa prevede che l’amministratore debba aprire un conto intestato esclusivamente al condominio, così da poter ricevere pagamenti dai singoli residenti o da terzi. Inoltre, la legge stabilisce che ogni condomino ha il diritto di richiedere, tramite l’amministratore, di visionare e ottenere una copia della rendicontazione periodica. Questo sottolinea il fatto che l’amministratore ha accesso al conto in modo riservato. Il condominio può visualizzare gli estratti conto solo attraverso l’amministratore e solo nel caso in cui questi non fornisca o si opponga a fornire la documentazione richiesta, un condomino può contattare direttamente la banca per ottenerla. L’amministratore ha la facoltà di utilizzare il conto bancario comune per saldare le spese condominiali senza dover richiedere l’approvazione dell’assemblea ogni volta. Con accesso diretto al conto, l’amministratore è completamente autorizzato a procedere dopo aver ricevuto l’incarico. Oltre ad avvalersi dei metodi bancari tradizionali come i bonifici, l’amministratore ha anche la possibilità di ritirare somme in contante per effettuare pagamenti relativi a beni e servizi del condominio. Infatti, la normativa non obbliga il condominio a ricorrere esclusivamente a sistemi di pagamento rintracciabili. Entro i limiti stabiliti con l’assemblea al momento della nomina, l’amministratore ha la facoltà di prelevare dal conto i fondi necessari per saldare il proprio compenso. Pertanto, l’amministratore non è autorizzato a prelevare somme superiori a quelle approvate dall’assemblea al momento dell’incarico. In caso contrario, se il mandato è formalmente terminato, l’amministratore non può più effettuare operazioni sul conto condominiale, neppure per ottenere il proprio compenso. Nel caso in cui l’amministratore non effettui i pagamenti ai fornitori del condominio, i residenti possono incorrere in due pericoli. Non si tratta soltanto del sequestro dei beni personali. Infatti, coloro che non hanno ancora saldato le spese di amministrazione, sia ordinaria che straordinaria, possono essere obbligati a trasferire gli importi su un conto del creditore che ha intrapreso l’azione legale per recuperare quanto dovuto. Questo processo è noto come “Pignoramento presso terzi delle quote condominiali”. La riforma del 2012 ha imposto ai creditori di procedere innanzitutto contro i condomini inadempienti, ma la Corte ha stabilito che il sequestro delle quote condominiali può essere eseguito anche nei confronti di tutti gli altri. Un’ opzione da considerare è quella di attivare un’assicurazione che paghi le spese per il recupero dei crediti non saldati. Tale assicurazione, stipulata a favore del condominio, sarà utile a coprire tutte le spese che potrebbero essere necessarie per recuperare il credito dai condomini inadempienti, dalle lettere di sollecito fino alle procedure legali (come il ricorso per decreto ingiuntivo, il precetto e il pignoramento).

Direttore Umberto Buzzoni
Avv. Anna Maria Calvano

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