Lavoro e caldo record. Ecco le novità

Nel 2026 il caldo non è più considerato un’emergenza occasionale, ma un rischio professionale strutturale che le aziende devono valutare e gestire tutto l’anno. A sostegno di questo cambiamento sono intervenuti nuovi provvedimenti nazionali e regionali. Sul piano normativo, il rischio termico trova fondamento nel Codice Civile e nel D.Lgs. 81/2008, ma è stato rafforzato dal D.L. 159/2025 (convertito nella Legge 198/2025), che ha aumentato le sanzioni per la mancata valutazione dei rischi, e dal Piano integrato per la Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro del febbraio 2026, che dedica una sezione specifica al rischio da calore. Nel 2026 nove Regioni hanno adottato ordinanze o protocolli che limitano o sospendono il lavoro all’aperto nelle ore più calde. I divieti si applicano generalmente tra le 12:30 e le 16:00 (con alcune variazioni) e riguardano soprattutto edilizia, agricoltura, cave, logistica e altri lavori esposti al sole. Le sospensioni scattano quando la piattaforma Worklimate segnala un livello di rischio “Alto”.

Le aziende sono obbligate a:

  • valutare il rischio termico nel DVR;
  • consultare e registrare quotidianamente i dati di Worklimate;
  • predisporre piani di acclimatazione per nuovi assunti o lavoratori rientrati dopo lunghe assenze;
  • organizzare turni nelle ore più fresche;
  • garantire pause, aree ombreggiate o climatizzate e disponibilità continua di acqua.

Dal punto di vista economico, la Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria per caldo eccessivo prevede nel 2026 massimali aumentati del 20% per edilizia e settore lapideo. L’accesso è generalmente consentito oltre i 35°C percepiti, ma può essere riconosciuto anche a temperature inferiori in presenza di fattori aggravanti. L’articolo evidenzia inoltre che il caldo rappresenta un rischio concreto per la salute: oltre i 38°C di temperatura corporea diminuiscono capacità cognitive e motorie, mentre oltre i 40°C il colpo di calore diventa un’emergenza medica. Per valutare correttamente il rischio si utilizza l’indice Wet Bulb Globe Temperature (WBGT), che considera non solo la temperatura dell’aria, ma anche umidità, vento, radiazione solare e intensità dello sforzo fisico. Infine, il testo sottolinea l’importanza dell’acclimatazione, della formazione dei lavoratori e dell’uso di tecnologie di monitoraggio, strumenti considerati essenziali per prevenire infortuni e malori legati allo stress termico

Il DL Infrastrutture introduce dal 1° luglio misure straordinarie contro il caldo per i lavoratori esposti, come la cassa integrazione in deroga per chi lavora all’aperto (edili, operai, agricoltori). Inoltre, consente alle Regioni di adottare ordinanze che vietano i lavori più pesanti nelle ore più calde (12:30-16:00). Misure di questo tipo sono già state adottate in Lombardia, Marche, Umbria e Abruzzo. Il decreto contiene anche interventi su infrastrutture e trasporti, tra cui il rinvio delle procedure per i servizi ferroviari Intercity e misure finanziarie legate al Piano Casa e ad altre opere pubbliche.

Direttore Umberto Buzzoni


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