Cosa succede se si presta l’auto ad un amico o ad un parente?

Qualcuno avrà avuto l’esperienza di fornire la sua automobile a un parente o a un amico. Si tratta di un atto che spesso si compie senza pensarci molto, ma merita un’adeguata considerazione. La normativa non impedisce di dare la propria auto in prestito, ma è fondamentale essere consci delle implicazioni legali di tale scelta. Se si decide di cedere la propria auto a qualcun altro, bisogna essere consapevoli delle eventuali conseguenze se costui riceve una multa oppure, se un pedone viene investito. Secondo la legge, si configura un contratto di comodato quando offri il tuo veicolo a qualcun altro (anche ad un familiare convivente). Se il periodo di prestito, o per essere più precisi, il comodato, dura meno di trenta giorni, non ci sono obblighi formali da seguire. Se il prestito del veicolo si protrae oltre i trenta giorni, o se viene concesso a un familiare non residente o a un amico, sarà necessario informare la Motorizzazione affinché il comodato sia registrato sul libretto di circolazione. Nel caso in cui si trascuri quest’obbligo, si rischia una multa di 705 euro e il ritiro del libretto di circolazione. Quando la sanzione viene emessa a chi guida un veicolo di proprietà altrui, sia il conducente che il proprietario del veicolo sono responsabili insieme. Significa che entrambi potrebbero essere obbligati a pagare per l’intera quantità della multa. E se nessuno effettua il pagamento, entrambi riceveranno un avviso per il pagamento e il rischio di un fermo amministrativo. Se si verifica un’ incidente e la colpa ricade su chi stava guidando l’auto in prestito, la polizza assicurativa sarà tenuta a risarcire il danno all’altro automobilista coinvolto, che non ha colpe. Pertanto, a meno che la copertura non indichi restrizioni di responsabilità solo per gli incidenti provocati dal proprietario del veicolo, non ci sono distinzioni tra la vettura guidata dal proprietario e quella condotta da un’altra persona. Ad ogni modo, il proprietario vedrà aumentare la sua classe di merito. D’altra parte, se il guidatore dell’auto di un’altra persona subisce un incidente provocato da terzi, la compagnia assicurativa sarà obbligata a indennizzare il proprietario per i danni materiali al veicolo e a compensare il conducente per eventuali infortuni.

Direttore Umberto Buzzoni
Avv. Anna Maria Calvano

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