Professor Giuseppe Barbato

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  • #5182

    Mi scuso per la tardiva risposta, ma sono stato all’estero fino a pochi giorni fa ed ho viaggiato appunto in aereo. Effettivamente quando si va in montagna la Pressione Arteriosa si innalza in modo lineare rispetto alla quota che si raggiunge, un alpinista che volesse raggiungere gli 8000 metri sulle alte vette dell’Himalaya, deve contraollare attentamente la sua Pressione arteriosa che potrebbe raggiungere valori molto alti e pericolosi, soprettutto se si tratta di persone con Ipertyensione arteriosa. Ma questo problema non sussiste nei viaggi aerei anche se l’aereo raggiunge i 10.000 metri di quota in quanto l’interno della cabina dove vi sono i passeggeri è pressurizzata e si crea una pressione atmosferica come se ci trovassimo in collina. Quindi nessuna paura e nessuna precauzione profilattica per chi è in trattamento con farmaci antipertensivi.

    #4702

    La terapia anticoagulante orale (TAO) è necessaria nei pazienti che presentano un elevato rischio di sviluppare tromboembolie come nel caso della Fibrillazione Atriale. In caso di interventi chirirgici, si è soliti sostituire la TAO con Eparina a Basso Peso Molecolare (EBPM) sottocute 3-4 giorni prima e dopo l’intervento (terapia ponte). Questa procedura permette di mantenere una buona protezione per il rischio tromboembolico e contemporaneamente di poter intervenire rapidamente per contrastare eventuali complicanze emorragiche nel perioperatorio in quanto l’Eparina ha una emivita molto breve rispetto agli anticoagulanti orali. Il dosaggio della EBPM deve essere deciso in base al tipo di intervento, al peso corporeo, ai fattori di rischio del paziente.

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