Licenziata per i troppi ritardi. I giudici scaricano la colpa sui mezzi pubblici.

Tantissimi lavoratori in Italia prendono il treno per recarsi in ufficio o in azienda. Quando si viaggia chiaramente si è legati agli orari dei treni o dei bus che non sempre vengono rispettati. Ecco che può succedere che il mezzo pubblico faccia ritardo e che il dipendente entri al lavoro oltre l ‘orario consentito. E’ quello che è accaduto ad una ragazza che lavora part-time in un esercizio commerciale nella città di Firenze. All’inizio la dipendente lavorava in un altra sede ma poi era stata spostata in una filiale nel centro storico della città. A questo punto la situazione si è complicata perché i mezzi di trasporto accumulavano continuamente ritardi che non le consentivano di essere puntuale a lavoro. La proprietà, per questo motivo, decideva di licenziarla. Chiaramente la giovane non accettava la decisione e ricorreva in tribunale. I giudici le hanno dato ragione in primo e secondo grado imputando la colpa dei ritardi ai treni che rendevano il trasferimento davvero problematico. A supporto di questa tesi vi sono le evidenti e conclamate pessime condizioni della linea ferroviaria della regione. Durante il dibattito è emerso poi un altro elemento molto importante. La ragazza aveva chiesto un periodo di congedo per motivi personali e a quel punto l’azienda aveva deciso di spostarla. Il trasferimento però è apparso ingiustificato e non dettato da ragioni oggettivamente valide tanto che immediatamente un’altra ragazza aveva occupato quel posto di lavoro. La controparte sosteneva che il treno non rappresentava l’unico mezzo a disposizione della dipendente per recarsi al lavoro potendo utilizzare anche la vettura. Ma il maggior peso economico del viaggio in auto per una ragazza ,talaltro assunta part-time , ha portato i giudici a respingere questa tesi e a dare ragione alla giovane dipendente.

Direttore Umberto Buzzoni
Avv. Anna Maria Calvano

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