La differenza tra gestione e attività in una SRL non è soltanto un concetto astratto, ma ha effetti
tangibili anche nel campo della previdenza. L’assegnazione dei compiti, infatti, consente di migliorare la gestione delle tasse e dei contributi. Perciò è fondamentale delineare con precisione i veri compiti dei soci che ricoprono il ruolo di amministratori di SRL per non incorrere nella doppia contribuzione all’INPS. La doppia contribuzione INPS si presenta nel caso in cui un individuo, ricoprendo i ruoli di socio e amministratore in una SRL, deve effettuare versamenti sia alla Gestione Separata per il suo incarico di amministrazione, sia alla Gestione Commercianti o Artigiani per le mansioni operative all’interno dell’azienda. Questa situazione può portare a oneri significativi, ma non è sempre necessaria. In sintesi, la doppia contribuzione all’INPS significa, in pratica, un doppio pagamento di somme, il che porta a un incremento rilevante dei costi previdenziali per l’amministratore e, in determinati casi, per l’azienda stessa. Il pagamento doppio dei contributi non è sempre obbligatorio e dipende dal ruolo reale ricoperto dall’amministratore. Se il soggetto compie solo atti gestori dell’azienda non è richiesto l’iscrizione a più gestioni dell’inps. Su questo argomento ci viene in aiuto l‘ordinanza 1759/2021 della la Corte di Cassazione che detta sembra risolvere definitivamente il lungo dibattito sulla doppia contribuzione INPS ple regole sulla doppia imposizione inps. La tematica riguardante la doppia contribuzione INPS per gli amministratori di impresa riceve ulteriore supporto dalla sentenza n. 334 del 24 gennaio 2024 emessa dal Tribunale di Milano. Il Tribunale ha nuovamente sottolineato che un amministratore impegnato in attività imprenditoriali connesse solo alla gestione dell’azienda, non è obbligato alla doppia contribuzione, a meno che non partecipi effettivamente all’operatività aziendale.
Direttore Umberto Buzzoni
Direttore Editoriale Avv. Anna Maria Calvano







