La difficoltà energetica in Italia oggi coinvolge circa 2,4 milioni di nuclei familiari ed è diventata un problema che influisce in modo significativo sulla vita di tutti i giorni. I più vulnerabili sono i bambini, spesso trascurati nelle statistiche ma molto a rischio per le ripercussioni sociali.
Secondo l’Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica (OIPE), nel 2024 questo problema ha raggiunto il suo livello più alto, colpendo il quasi il 10% delle famiglie e soprattutto quelle con figli. In termini numerici, più di 1 milionbe di bambini abitano in case con condizioni energetiche inadeguate. Nonostante gli incentivi sull’energia, l’impatto delle politiche rimane ridotto e solo un numero ristretto di famiglie riesce a superare la povertà energetica. La questione è di natura strutturale: le famiglie più fragili spendono anche il 9% del loro budget per l’energia, mentre le famiglie più benestanti si fermano al 3-4%, sottraendo risorse a necessità fondamentali e creando un circolo vizioso. I bimbi sono i più vulnerabili alla povertà energetica, che si aggiunge ad altre forme di disagio intensificandone l’impatto. Abitare in abitazioni inadeguate danneggia la salute, l’apprendimento e le prospettive future. Con più di un milione di bambini interessati, questo fenomeno costituisce una sfida educativa, sanitaria e sociale per il futuro della nazione. I dati geografici mostrano una distribuzione irregolare della povertà energetica, che colpisce in modo particolare le zone periferiche delle città, i piccoli comuni e le aree interne, caratterizzate spesso da edifici vecchi e bassa efficienza energetica. A livello regionale, l’incremento più rilevante si nota in Sardegna , seguita da Piemonte e Umbria.
Direttore Umberto Buzzoni
Avv. Anna Maria Calvano







