2026 all’insegna dei rincari: pedaggi, carburante e assicurazioni più cari

Il 2026 si apre all’insegna di nuovi rincari per famiglie e imprese, con un generale aumento dei costi che interesserà diversi settori chiave dell’economia. Dalle assicurazioni ai servizi essenziali, passando per trasporti e spese domestiche, il prossimo anno rischia di mettere ulteriormente sotto pressione i bilanci degli italiani. Ecco di seguito alcuni esempi.

Assicurazioni
Scatta un nuovo aggravio sui costi dell’assicurazione auto, che rischia di pesare direttamente sulle tasche degli automobilisti.
L’imposta applicata alle coperture aggiuntive dell’Rc auto — come la tutela per gli infortuni del conducente e il servizio di assistenza stradale — viene portata al 12,5% per tutti i contratti stipulati o rinnovati. L’obiettivo dell’intervento, secondo Il Sole 24 Ore, è rafforzare le entrate pubbliche, con un incasso stimato in 115 milioni di euro nel prossimo anno. Ma l’effetto concreto, avverte il Codacons, sarà un ulteriore aumento dei premi assicurativi. Le compagnie, secondo l’associazione dei consumatori, trasferiranno inevitabilmente il maggior carico fiscale sugli utenti finali. Un rincaro che si inserisce in un quadro già critico: negli ultimi anni l’Rc auto è diventata sempre più cara. Dal 2022 a oggi, il premio medio è cresciuto del 17,5%, passando dai 353 euro rilevati da Ivass a gennaio 2022 ai 415 euro del secondo trimestre 2025. In termini pratici, significa oltre 60 euro in più per ogni polizza.

Accise carburante
La legge di bilancio interviene anche sulla tassazione dei carburanti, cancellando la storica differenza tra le accise applicate a benzina e gasolio.
Il cambiamento avrà effetti immediati sui prezzi alla pompa: dall’inizio dell’anno l’imposta sulla benzina verrà alleggerita, mentre quella sul gasolio sarà ritoccata al rialzo. In termini concreti, il beneficio per la verde sarà di poco più di quattro centesimi al litro, compensato da un incremento equivalente per il diesel. L’impatto finale per gli automobilisti sarà di circa cinque centesimi al litro. Il risultato è un nuovo equilibrio dei listini, con la benzina che si attesterà intorno a 1,73 euro al litro e il gasolio che raggiungerà quota 1,784 euro al litro.

Sigarette
La Legge di bilancio interviene nuovamente sulla tassazione dei prodotti da fumo, introducendo un aumento graduale delle accise che si svilupperà nell’arco di tre anni, dal 2026 al 2028. Il provvedimento riguarda l’importo minimo fisso applicato a sigarette, sigaretti e tabacco trinciato, con l’obiettivo di rafforzare il gettito fiscale e, allo stesso tempo, scoraggiare il consumo di tabacco attraverso l’innalzamento dei prezzi al pubblico. Per le sigarette tradizionali l’effetto sarà diffuso e interesserà tutte le fasce di prezzo, senza distinzioni tra marchi economici o premium. A partire dal 2026 è previsto un primo incremento medio di circa 15 centesimi a pacchetto, che diventerà più consistente nel 2027 con un aumento stimato intorno ai 25 centesimi. Il percorso di rialzo si completerà nel 2028, quando il rincaro complessivo raggiungerà circa 40 centesimi a confezione rispetto ai livelli attuali. L’impatto non si limiterà però ai prodotti tradizionali. Anche il tabacco trinciato e i sigaretti saranno interessati dalla revisione delle accise, con aumenti progressivi dei prezzi di vendita. Inoltre, la stretta fiscale coinvolgerà pure il comparto delle sigarette elettroniche e dei dispositivi per il vaping, che negli ultimi anni hanno registrato una crescita significativa tra i consumatori.

Pedaggi autostradali 
I pedaggi autostradali aumentano in media dell’1,5% per adeguamento all’inflazione, ma alcune tratte — Tirreno (A10-A12), Ivrea-Torino-Piacenza (A5-A21) e Strada dei Parchi (A24-A25) — restano ferme. Sulla Salerno-Pompei-Napoli il rialzo sarà dell’1,925%, mentre sull’Autostrada del Brennero salirà dell’1,46% in attesa del riaffidamento della concessione.

Direttore Umberto Buzzoni
Avv. Anna Maria Calvano

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