Non è più obbligatorio conservare le ricevute POS: per dimostrare il pagamento è sufficiente l’estratto conto bancario.

In passato era necessario conservare le ricevute dei pagamenti effettuati tramite POS — ossia gli scontrini stampati su carta termica rilasciati dal terminale al momento del pagamento con carta — come prova sia per eventuali contestazioni con la banca (ad esempio in caso di addebiti duplicati) sia per dimostrare l’avvenuto pagamento. Oggi, però, le regole sono cambiate: con l’introduzione del decreto PNRR (art. 8, comma 1, del Decreto-legge 19/2026), non è più obbligatorio archiviare queste ricevute cartacee. È possibile sostituirle con la documentazione fornita dalla propria banca, anche in formato digitale, purché includa il dettaglio delle singole operazioni effettuate. Rimangono invece invariati gli obblighi relativi agli altri documenti: scontrini fiscali, fatture e ricevute fiscali devono continuare a essere conservati come in precedenza. Alla luce di questa novità, diventa quindi importante capire con precisione quali documenti vanno effettivamente conservati, quali requisiti deve avere l’estratto conto che prende il posto delle ricevute POS e quali sono le conseguenze pratiche per la compilazione della dichiarazione dei redditi (modello 730).

Le ricevute POS, per come sono strutturate, hanno un valore limitato: attestano che il pagamento è avvenuto, ma non sono documenti contabili indispensabili né per il bilancio né per la dichiarazione dei redditi. Per questo motivo, l’obbligo di conservarle per dieci anni è stato ritenuto eccessivo rispetto alla loro effettiva utilità, soprattutto considerando che i movimenti bancari già garantiscono la piena tracciabilità delle operazioni. Dal punto di vista giuridico, l’intervento ha modificato l’articolo 2220 del Codice civile in materia di conservazione dei documenti contabili. In sostanza, è stato stabilito che le comunicazioni e i documenti forniti dalle banche ai clienti, previsti dall’art. 119 del Testo Unico Bancario, possono sostituire le ricevute cartacee emesse dai POS per i pagamenti effettuati con carte o altri strumenti elettronici. Per poter utilizzare l’estratto conto al posto della ricevuta POS, è fondamentale che il documento sia sufficientemente dettagliato. Deve infatti consentire di identificare con chiarezza ogni operazione effettuata. In concreto, per ciascun pagamento devono risultare almeno tre elementi essenziali: quando è avvenuto, quale somma è stata addebitata e a favore di chi è stato eseguito il pagamento.

Direttore Umberto Buzzoni

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