Da novembre una nuova tassa sui pacchi sotto i 150 euro

Da luglio 2026 acquistare online prodotti provenienti da Paesi al di fuori dell’Unione Europea potrebbe diventare più costoso. Per le spedizioni con un valore inferiore ai 150 euro è infatti previsto un nuovo dazio europeo di 3 euro. A questa somma potrebbe aggiungersi anche un ulteriore contributo nazionale, che l’Italia non ha ancora deciso definitivamente se introdurre. La misura è già stata rinviata due volte e non è escluso che possa essere nuovamente posticipata. La novità europea nasce dall’aumento vertiginoso delle spedizioni di prodotti a basso costo provenienti dall’estero. Fino a oggi, gli acquisti inferiori ai 150 euro potevano entrare nell’UE senza il pagamento di dazi, anche perché sottoporre ogni piccolo pacco ai controlli doganali avrebbe comportato costi superiori alle entrate generate. Il sistema, però, è diventato sempre più difficile da sostenere a causa dell’enorme quantità di merci che arriva in Europa. Nel 2025, secondo la Commissione Europea, sono stati importati quasi 6 miliardi di articoli contenuti in pacchi esenti da dazio, molti dei quali provenienti dalla Cina. L’aumento delle importazioni a prezzi estremamente bassi ha provocato la reazione delle aziende europee, che si trovano a competere con prodotti venduti a cifre difficili da raggiungere. Tra i fattori che contribuiscono a questa differenza ci sono anche i diversi standard applicati nei Paesi extra UE in materia di lavoro e tutela dell’ambiente. Per cercare di riequilibrare la situazione e contrastare quella che viene considerata una forma di concorrenza sleale, lo scorso dicembre l’ECOFIN, che riunisce i ministri dell’Economia dei 27 Stati membri, ha approvato l’introduzione del nuovo dazio forfettario.

Il calcolo dei 3 euro, tuttavia, non sarà legato semplicemente al numero dei pacchi ricevuti. Il sistema considera infatti le categorie di prodotti presenti all’interno della singola spedizione. Se, per esempio, un ordine contiene una gonna e un paio di scarpe, appartenenti a due categorie diverse, il dazio sarà complessivamente di 6 euro. Se nello stesso pacco ci sono invece due gonne e due paia di scarpe, l’importo rimane invariato a 6 euro, perché non viene conteggiato ogni singolo articolo, ma il numero delle categorie merceologiche. Nel caso di otto gonne acquistate con un valore complessivo inferiore ai 150 euro, invece, il dazio sarà di soli 3 euro. A sostenere il nuovo costo sarà inizialmente il consumatore, anche se non è escluso che alcune piattaforme scelgano di assorbirlo direttamente, incorporandolo nel prezzo dei prodotti. Per questo, prima di completare un ordine, sarà importante controllare attentamente il riepilogo della spesa e verificare se il dazio è già compreso nel prezzo oppure se dovrà essere pagato successivamente attraverso le procedure doganali. Il sistema, comunque, non è destinato a rimanere in vigore a lungo. Il dazio forfettario di 3 euro dovrebbe essere una soluzione temporanea, valida fino al 1° luglio 2028, quando entrerà in funzione il nuovo sistema doganale digitale europeo. A partire da quella data cambieranno nuovamente le modalità di calcolo: sui prodotti importati verranno applicati i normali dazi doganali, determinati in base alla tipologia della merce acquistata. In molti casi, il costo potrebbe quindi essere inferiore rispetto all’attuale tariffa fissa di 3 euro.

Da novembre 2026 è prevista una nuova tassa europea di gestione doganale, applicata a ogni pacco extra UE e probabilmente compresa tra 2 e 4 euro. Anche l’Italia ha previsto una tassa nazionale di 2 euro a spedizione, ma la sua entrata in vigore è stata più volte rinviata. Le due tasse non potranno convivere: quando scatterà quella europea, a novembre, il contributo italiano dovrà cessare.

Avv. Anna Maria Calvano

Bookmark the permalink.

Comments are closed.