Parcheggi fotovoltaici, milioni di posti auto potrebbero produrre elettricità

Per anni i parcheggi sono stati considerati semplicemente spazi destinati alle automobili. Oggi, però, possono diventare qualcosa di molto più interessante: superfici capaci di produrre energia senza sottrarre nuovi terreni alle attività agricole o all’ambiente. L’idea è quella di installare grandi pensiline fotovoltaiche sopra i posti auto. I pannelli sfruttano una superficie già urbanizzata per generare elettricità che può essere utilizzata direttamente nelle strutture vicine, immessa nella rete oppure destinata alla ricarica delle automobili elettriche. Il potenziale è particolarmente interessante per supermercati, centri commerciali, aziende, aeroporti, stazioni e strutture pubbliche, dove spesso esistono parcheggi molto estesi e un consumo significativo di energia durante le ore diurne.

Uno dei vantaggi principali è proprio questo: non sarebbe necessario creare un nuovo impianto su un terreno libero. L’area continuerebbe a svolgere la sua funzione di parcheggio, mentre lo spazio sopra le automobili verrebbe utilizzato per produrre energia. Le pensiline offrirebbero inoltre un beneficio immediato agli automobilisti, proteggendo le vetture dal sole e, in parte, dalle intemperie. In presenza di colonnine di ricarica, il parcheggio potrebbe trasformarsi anche in un punto di produzione e utilizzo dell’energia, creando un collegamento diretto tra fotovoltaico e mobilità elettrica. La convenienza economica, tuttavia, deve essere valutata caso per caso. Il costo della struttura e dell’impianto fotovoltaico può essere importante e il tempo necessario per recuperare l’investimento dipende dalla quantità di energia prodotta, dal prezzo dell’elettricità e soprattutto dalla percentuale di energia che viene consumata direttamente.

Per questo motivo non è corretto pensare che ogni parcheggio possa garantire automaticamente decine di migliaia di euro di risparmio all’anno. Le cifre possono cambiare sensibilmente in base alle dimensioni dell’impianto, all’esposizione solare, ai consumi dell’attività collegata e ai costi di realizzazione e manutenzione. In Europa alcuni Paesi stanno comunque guardando con crescente interesse a questa soluzione. La Francia ha scelto un approccio particolarmente deciso, introducendo norme che spingono verso la copertura fotovoltaica dei grandi parcheggi. Il Regno Unito ha invece mostrato maggiore prudenza sull’ipotesi di introdurre obblighi generalizzati. L’Italia dispone di un patrimonio enorme di superfici potenzialmente utilizzabili. Migliaia di parcheggi di grandi dimensioni sono già presenti nelle aree urbane e commerciali e potrebbero ospitare pensiline fotovoltaiche senza consumare ulteriore territorio.

La vera opportunità potrebbe quindi essere quella di trasformare progressivamente questi spazi in piccole infrastrutture energetiche. Un parcheggio potrebbe continuare a servire gli automobilisti, ma contemporaneamente produrre elettricità, alimentare edifici vicini e contribuire alla ricarica dei veicoli elettrici. Non si tratta di una soluzione capace da sola di risolvere il problema energetico, ma di un tassello che potrebbe diventare importante se applicato su larga scala . Il concetto è semplice: invece di considerare il parcheggio soltanto come una superficie asfaltata da occupare con le automobili, si può iniziare a considerarlo anche come uno spazio produttivo. L’energia potrebbe essere generata proprio dove, fino a oggi, veniva semplicemente lasciata inutilizzata.

Direttore Umberto Buzzoni

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