Abbandona l’immobile e infila le chiavi nella posta: il giudice le presenta un conto salatissimo

Se qualcuno pensa di poter mollare le chiavi nella cassetta delle lettere, sparire dall’oggi al domani e farla franca, la storia di un’inquilina di Brescia dimostra esattamente il contrario. Dopo essersene andata senza preavviso e aver lasciato l’appartamento in condizioni pietose, il Tribunale ha stangato una donna con una condanna a pagare oltre 4.023 euro, più tutte le spese legali. Tutto è iniziato con un classico contratto di locazione firmato nel 2021, che prevedeva la solita regola del preavviso scritto di sei mesi prima di poter lasciare l’immobile. All’inizio del 2024 la donna ha tentato una trattativa informale proponendo di uscire in anticipo e di cercare un nuovo inquilino, ma la proprietaria è stata categorica: se ne poteva parlare solo saldando gli arretrati e sistemando la casa. L’accordo è sfumato, ma anziché mettersi in regola, la situazione è precipitata. A maggio la padrona di casa è riuscita a rimettere piede nell’appartamento trovando un disastro totale: muri bucati e scrostati, sanitari scheggiati, prese della corrente divelte, piastrelle spaccate, elettrodomestici fuori uso e perfino una scritta gigante sulla parete della camera da letto. Un mese dopo, la svolta surreale: l’inquilina si è definitivamente liberata dell’immobile infilando le chiavi nella cassetta della posta dei genitori della locatrice, senza inviare alcuna raccomandata di disdetta. Di fronte al giudice, la donna ha scelto di non presentarsi nemmeno per difendersi, rimanendo contumace. Un errore di calcolo madornale. Tra fotografie, filmati, fatture dei lavori e la testimonianza del marito della proprietaria, la condanna è stata inevitabile basandosi su tre principi fondamentali: chi se ne va senza preavviso deve comunque pagare tutte le mensilità dovute, le spese condominiali arretrate non spariscono, e ridurre un appartamento in quelle condizioni non rientra nel concetto di normale usura, ma costituisce un danno da risarcire interamente. Alla fine il conto presentato dal Tribunale è stato salatissimo: 2.700 euro per le sei mensilità di preavviso mancato, 610 euro di spese condominiali arretrate e 713 euro per le riparazioni della casa (cifra già calcolata al netto dei 1.200 euro di caparra già trattenuti). A questa somma si sono aggiunti oltre 1.890 euro tra spese legali e sanzioni per non essersi presentata alla mediazione obbligatoria. L’unica voce abbuonata sono stati 61 euro per la chiusura del contratto all’Agenzia delle Entrate, che per legge spettano al proprietario. Una lezione chiarissima: restituire le chiavi in silenzio non cancella le proprie responsabilità e ignorare i contratti costa carissimo.

Avv. Anna Maria Calvano

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