Pensioni 2026: Novità, Requisiti e Incentivi per i lavoratori

La Legge di Bilancio 2026 introduce interventi rilevanti su pensioni e previdenza complementare, con l’obiettivo di rafforzare la sostenibilità del sistema e migliorare le prospettive di reddito futuro dei lavoratori. Le novità riguardano sia il sistema pubblico — con modifiche a requisiti, rivalutazioni e flessibilità in uscita — sia i fondi pensione, che beneficiano di aggiornamenti in materia fiscale e nelle modalità di erogazione delle prestazioni. Nel 2026 il quadro dei requisiti pensionistici rimane sostanzialmente stabile. La pensione di vecchiaia si consegue al compimento dei 67 anni, a condizione di aver maturato almeno 20 anni di contributi. Chi punta invece all’uscita anticipata può farlo esclusivamente sulla base dell’anzianità contributiva: servono 42 anni e 10 mesi di versamenti per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Una volta raggiunta la soglia richiesta, l’assegno decorre dopo tre mesi di attesa, senza che rilevi l’età anagrafica. Dal 2027 verrà riattivato il meccanismo di adeguamento legato alla speranza di vita rilevata dall’ISTAT. L’aggiornamento sarà applicato in modo graduale: un mese aggiuntivo nel 2027 e altri due nel 2028, determinando così un incremento complessivo di tre mesi nei requisiti. Sono previste regole più vantaggiose per chi svolge lavori usuranti o gravosi, per i lavoratori precoci e per chi ha un’invalidità almeno del 74%. Per queste categorie i requisiti pensionistici restano invariati e non subiscono aumenti.

Le pensioni pubbliche vengono adeguate all’inflazione stimata all’1,4%, ma con un meccanismo a scaglioni: rivalutazione piena fino a quattro volte il minimo, al 90% tra quattro e cinque volte, e al 75% oltre tale soglia. Le pensioni minime ricevono inoltre un incremento aggiuntivo, salendo a 611,85 euro mensili, con ulteriori maggiorazioni per i pensionati più fragili. Dal 2026 è previsto anche un taglio dell’IRPEF per i redditi tra 28.000 e 50.000 euro, che aumenta l’importo netto percepito. Il “Bonus Giorgetti” 2026 premia i lavoratori che, pur avendo diritto alla pensione anticipata, scelgono di continuare a lavorare. Invece di versare i contributi previdenziali all’INPS, ricevono quell’importo direttamente in busta paga, aumentando lo stipendio fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia. La pensione integrativa può ora essere riscossa fino al 60% in un’unica soluzione, lasciando il restante 40% in rendita. Le nuove opzioni di rendita includono durata definita, prelievi flessibili ed erogazione frazionata. Il capitale residuo resta investito nel fondo e, per l’erogazione frazionata, la tassazione parte dal 20% riducendosi gradualmente fino al 15%. Dal 2026 il contributo del datore di lavoro può essere destinato anche a fondi aperti o PIP, non più solo ai fondi negoziali. Tuttavia, essendo gestiti da società a scopo di lucro, questi strumenti presentano costi più elevati che possono ridurre il beneficio reale, perciò è importante valutare attentamente le spese prima di trasferire la posizione.

Direttore Umberto Buzzoni
Avv. Anna Maria Calvano

Come risparmiare sulla tariffa luce, le migliori tariffe luce attuali.

Negli ultimi anni il costo dell’energia elettrica è diventato una delle principali preoccupazioni delle famiglie italiane. La buona notizia? Con un po’ di attenzione e le giuste scelte è possibile ridurre sensibilmente la spesa in bolletta senza rinunciare al comfort. Vediamo come.

1. Scegliere la tariffa giusta

Il primo passo per risparmiare è verificare se la propria tariffa luce è davvero adatta alle proprie abitudini:

  • Tariffa monoraria: ideale se si consuma energia soprattutto di giorno.
  • Tariffa bioraria o multioraria: conveniente se si usano gli elettrodomestici la sera, nei weekend o nei festivi.

Confrontare periodicamente le offerte dei fornitori aiuta a evitare di pagare più del necessario.

2. Controllare la potenza impegnata

Molte famiglie hanno una potenza del contatore superiore a quella realmente necessaria. Ridurla (ad esempio da 4,5 kW a 3 kW) può abbassare i costi fissi della bolletta, senza impatti sull’uso quotidiano se i consumi sono ben gestiti.

3. Usare gli elettrodomestici in modo intelligente

Gli elettrodomestici incidono molto sui consumi:

  • Avvia lavatrice e lavastoviglie a pieno carico.
  • Usa programmi eco e basse temperature.
  • Spegni completamente TV, decoder e computer invece di lasciarli in standby.

Piccoli gesti quotidiani fanno una grande differenza nel lungo periodo.

4. Scegliere elettrodomestici efficienti

Quando è il momento di cambiare un elettrodomestico, punta su modelli ad alta efficienza energetica (classe A o superiore). Anche se il costo iniziale può essere più alto, il risparmio nel tempo ripaga l’investimento.

5. Illuminazione a basso consumo

Sostituire le vecchie lampadine con LED permette di ridurre drasticamente i consumi di energia elettrica, con una durata molto più lunga rispetto alle lampadine tradizionali. Ecco le migliori tariffe luce, presenti on line alla data di oggi (fonte Facile.it):


1. Sorgenia – Next Energy Smart Luce
• Tariffa luce bloccata con prezzo fisso ~0,106 €/kWh
• Quota fissa ~8,5 €/mese
→ Una delle offerte fisse più competitive in questo periodo 📉

2. Octopus Energy – Fissa 12M
• Prezzo luce fisso ~0,113 €/kWh
• Quota fissa bassa (~6 €/mese)
→ Soluzione semplice e conveniente per chi vuole spendere poco e bloccare il prezzo per 12 mesi

3. E.ON – Insieme Luce
• Uno dei prezzi unitari più bassi (~0,083 €/kWh, valore indicativo)
• Quota fissa intorno a ~9 €/mese
→ Spesso molto economica se consumi molta energia, però verifica sempre condizioni e durata

4. NeN – Special / Special 36 Luce
• Prezzo energia circa ~0,109 €/kWh
• Quota fissa ~9 €/mese + eventuali sconti promozionali
→ Offerta fissa interessante, con bonus se attivi luce + gas

5. Argos – Luce Fix Mono
• Prezzo fisso ~0,121 €/kWh
• Quota fissa ~9 €/mese
→ Soluzione semplice dal costo bilanciato su 12 mesi

Direttore Umberto Buzzoni
Avv. Anna Maria Calvano


Come gestire le utenze di un defunto: la voltura

La voltura mortis causa è un’operazione che permette il trasferimento dell’intestazione delle utenze di luce e gas dopo la morte del titolare del contratto. Questa procedura consente agli eredi di subentrare nella fornitura senza sospenderla, garantendo la continuità del servizio. Quando viene a mancare un familiare, chi ne eredita i beni può quindi assumere la gestione delle utenze, soprattutto nei casi in cui l’abitazione continui a essere utilizzata, come accade per un convivente che resta a vivere nella casa del defunto. Per richiedere la voltura in seguito al decesso dell’intestatario, un familiare deve scaricare dal sito del fornitore l’apposito modulo e compilarlo con i dati richiesti. Attraverso questo documento si chiede il subentro nel contratto esistente, senza modificarne le condizioni. Qualora il richiedente sia anche erede dell’immobile, sarà necessario provvedere separatamente alla voltura catastale presso l’Agenzia delle Entrate. Una volta completata la documentazione, i moduli dovranno essere inviati al fornitore tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, che procederà alla verifica della pratica. La procedura resta invariata anche per chi non ha legami di parentela con il defunto, mentre possono variare esclusivamente i costi applicati. Per mantenere attive le utenze di una persona deceduta dunque è obbligatoria la voltura, poiché non possono essere intestate a soggetti defunti. Se le forniture sono state interrotte, è invece necessario richiedere un subentro con la stipula di un nuovo contratto. La voltura per decesso non ha una scadenza prestabilita e dipende dalle regole del fornitore; una volta richiesta, viene completata in genere entro 5–7 giorni lavorativi. I costi della voltura per mortis causa variano in base al fornitore. Nella maggior parte dei casi l’onere amministrativo è di 25 euro per luce e gas, salvo gratuità per gli eredi già residenti nell’immobile. Se il richiedente non è un familiare, si applicano i costi previsti dal contratto, senza oneri amministrativi. Attualmente non esistono sanzioni legali per gli eredi che non richiedono la voltura, ma i contratti dei fornitori possono prevedere penalità contrattuali, come tariffe maggiorate o la sospensione immediata delle forniture se la voltura non viene effettuata nei termini stabiliti.

Direttore Umberto Buzzoni
Avv. Anna Maria Calvano



Rottamazione-quinquies, aperte le domande: attivo il servizio online

Parte la rottamazione-quinquies prevista dalla legge di Bilancio 2026. La domanda va presentata solo online all’Agenzia delle entrate-Riscossione entro il 30 aprile. La definizione agevolata riguarda solo alcune tipologie di debiti (imposte dichiarate e non pagate, contributi Inps non da accertamento, multe stradali). Dal sito è possibile verificare i carichi ammessi, consultare le Faq e scegliere la rateazione fino a 9 anni. Il prospetto informativo può essere richiesto accedendo all’area riservata del sito dell’Agenzia delle entrate-Riscossione, nella sezione dedicata alla “Definizione agevolata”, compilando l’apposito modulo. Entro 12 ore dalla richiesta, il sistema invia una email all’indirizzo indicato con il link per scaricare il documento, disponibile per cinque giorni. In alternativa, la richiesta può essere effettuata anche dall’area pubblica del sito, compilando il form presente nella sezione “Definizione agevolata (Rottamazione quinquies)” e allegando un documento di identità. Dopo la verifica della domanda da parte degli uffici e la validazione della documentazione, il contribuente riceverà una email contenente il link per il download del prospetto, valido per cinque giorni.

La legge di Bilancio 2026 dunque, consente di definire in modo agevolato i debiti affidati alla riscossione dal 2000 al 2023 relativi a imposte dichiarate e non versate, contributi Inps non da accertamento e sanzioni per violazioni del Codice della strada. Possono rientrare anche debiti già oggetto di precedenti rottamazioni o del saldo e stralcio, se decaduti, mentre sono esclusi quelli della rottamazione-quater con rate già regolarmente pagate. Con la definizione agevolata si versa solo il capitale residuo e le spese di notifica ed esecutive, senza sanzioni, interessi, interessi di mora, aggio e sanzioni civili. Il pagamento può avvenire in un’unica soluzione o fino a 54 rate bimestrali in 9 anni (minimo 100 euro a rata), con prima scadenza il 31 luglio 2026. La decadenza scatta in caso di mancato o insufficiente pagamento della prima rata o di due rate, anche non consecutive, o dell’ultima rata. La domanda di adesione alla Rottamazione-quinquies può essere presentata online, dall’area riservata o pubblica del sito dell’Agenzia delle entrate-Riscossione. In area riservata il sistema mostra automaticamente i debiti ammessi, mentre nell’area pubblica è necessario compilare il modulo e allegare un documento di identità. Occorre indicare i carichi da includere e la modalità di pagamento, in unica soluzione o a rate (minimo 100 euro a rata). Entro il 30 giugno 2026 AdeR comunicherà l’esito della domanda e gli importi da versare.

Direttore Umberto Buzzoni
Avv. Anna Maria Calvano

Rinnovo assicurazione auto parte 2

Proseguiamo nell’analisi del rinnovo polizza auto con un secondo articolo a completamento del primo. Se la tua RC Auto è in scadenza, ricordati di rinnovarla in tempo: il rinnovo non è automatico. Confronta le offerte e scegli la soluzione migliore, ad esempio richiedendo un preventivo rapido on-line sui diversi motori di ricerca. Dal 2013 le polizze auto non si rinnovano automaticamente: durano al massimo 12 mesi e scadono senza bisogno di disdetta. Alla scadenza puoi scegliere liberamente una nuova assicurazione. La polizza RC Auto dura generalmente 12 mesi dalla data di decorrenza. Alla scadenza è necessario rinnovarla, con la stessa compagnia o con un’altra, per continuare a essere assicurati. Ci si puo muovere con largo anticipo senza dover aspettare la scadenza della polizza. Già diverse settimane prima si ha la possibilità di confrontare i prezzi e valutare alternative, evitando scelte frettolose. Circa un mese prima della scadenza, infatti, si riceve l’attestato di rischio, che ti consente di richiedere preventivi anche ad altre compagnie. L’ideale è iniziare a fare simulazioni 2 o 3 settimane prima, così da decidere con calma. L’attestato di rischio riassume la tua storia assicurativa e la classe di merito ed è essenziale se cambi compagnia. Viene reso disponibile almeno 30 giorni prima della scadenza ed è oggi completamente digitale: il nuovo assicuratore lo recupera automaticamente dal database ANIA. Dopo la scadenza di una polizza auto annuale c’è un periodo di tolleranza di 15 giorni in cui la copertura resta attiva. Questo vale solo per polizze annuali e serve da margine di sicurezza, ma è sempre meglio rinnovare prima per evitare rischi. Nei 15 giorni di tolleranza la polizza resta valida, quindi si e coperti e si puo circolare. Trascorso questo periodo senza rinnovo, l’assicurazione cessa e il veicolo non può più essere utilizzato. Guidare senza assicurazione oltre i 15 giorni di tolleranza comporta multe elevate, sequestro o confisca del veicolo e, in caso di recidiva, sospensione della patente. Meglio non rischiare.

Secondo un’analisi di Segugio.it – il principale portale italiano per confrontare online assicurazioni, servizi e prodotti finanziari – il momento più vantaggioso per confrontare le polizze è circa 25 giorni prima della scadenza. I prezzi tendono infatti a essere più alti sia se si effettua la comparazione oltre i 30 giorni, sia se ci si avvicina troppo alla scadenza. Le ragioni principali sono due. Avvicinandosi troppo alla scadenza, alcune compagnie interpretano la richiesta last-minute come segnale di fretta o disorganizzazione, un fattore che può influenzare la valutazione del rischio e comportare premi più alti. Confrontando le polizze oltre i 30 giorni, le banche dati pubbliche utilizzate dalle compagnie per verificare le informazioni degli utenti possono essere incomplete, facendo salire i prezzi per compensare l’incertezza.

Ecco alcuni consigli per risparmiare sull’assicurazione auto.

Per contenere la spesa legata a una polizza assicurativa è consigliabile valutare con attenzione la durata della copertura, privilegiando soluzioni annuali. Questo tipo di assicurazione, infatti, consente di distribuire il costo su un periodo più lungo, risultando generalmente più conveniente rispetto alle polizze di breve durata. Le assicurazioni mensili o trimestrali, pur offrendo maggiore flessibilità, comportano spesso un esborso più elevato se si considera il costo medio mensile della copertura. Un ulteriore aspetto da non sottovalutare riguarda le modalità di sottoscrizione. Attivare la polizza online rappresenta oggi una delle strade più efficaci per accedere a offerte vantaggiose, grazie alla riduzione dei costi di gestione per le compagnie assicurative. Questa scelta permette non solo di confrontare facilmente più proposte, ma anche di ottenere sconti dedicati e condizioni economiche più favorevoli, con un risparmio concreto sul premio finale.

Un’ulteriore strategia da prendere in considerazione per contenere i costi dell’assicurazione auto è il ricorso alla RC familiare, una soluzione introdotta per rendere più accessibile la sottoscrizione di una polizza, soprattutto in presenza di più veicoli all’interno dello stesso nucleo familiare. Questo strumento consente di beneficiare della classe di merito più favorevole già associata a un altro mezzo assicurato da un familiare convivente, evitando così di partire dalle classi più penalizzanti previste per i nuovi assicurati. Uno degli aspetti più vantaggiosi della RC familiare è la possibilità di trasferire la classe di merito anche tra veicoli appartenenti a categorie diverse, come ad esempio da un’auto a una moto o viceversa. In questo modo si superano i limiti imposti in passato dalla Legge Bersani, ampliando notevolmente le opportunità di risparmio. Grazie a questa flessibilità, il premio assicurativo può ridursi in modo significativo fin dal primo anno di copertura. La RC familiare rappresenta quindi una risorsa particolarmente utile per i più giovani, per i neopatentati o per chi acquista un nuovo veicolo, permettendo di accedere a condizioni economiche più favorevoli e di gestire in modo più sostenibile il costo della polizza nel tempo.

Un modo efficace per ottenere un risparmio sul premio assicurativo è scegliere una polizza che preveda l’installazione della scatola nera, un dispositivo tecnologico sempre più diffuso nel settore assicurativo. Questo strumento viene montato sul veicolo e consente di monitorarne diversi aspetti, come lo stile di guida, i percorsi effettuati e il corretto funzionamento del mezzo, raccogliendo dati utili in modo continuo. Le informazioni registrate dalla scatola nera risultano particolarmente preziose per la compagnia assicurativa, soprattutto in caso di incidente, poiché permettono di ricostruire con maggiore precisione la dinamica del sinistro e di chiarire eventuali responsabilità. Proprio grazie a questa maggiore trasparenza e affidabilità dei dati, le assicurazioni sono in grado di ridurre il rischio di frodi e di offrire condizioni economiche più favorevoli. Di conseguenza, le polizze che includono la scatola nera sono spesso proposte a un prezzo inferiore rispetto a quelle tradizionali, rappresentando una soluzione vantaggiosa per chi desidera contenere i costi dell’assicurazione senza rinunciare a una copertura completa.

Direttore Umberto Buzzoni
Avv. Anna Maria Calvano