Oggi volgiamo affrontare una tematica recentemente dibattuta sui giornali e in rete. La possibilità di
eliminare le assemblee di condominio. Quando ci si reca ad una riunione di condominio, nella maggior parte dei casi ci si va con malavoglia perché si finisce spesso per discutere e litigare con gli altri condomini. Alcuni amministratori allora hanno deciso di svolgere le periodiche riunione da remoto. In pratica i condomini non si devono più recare di persona presso la sede dell’amministratore di condominio per discutere dei loro problemi ma lo possono fare comodamente seduti davanti ad un pc. I programmi a disposizione degli amministratori di condominio ormai consentono di interagire in diversi modi e in ogni momento. Inoltre ci sono i sistemi di comunicazione sul telefono (WhatsApp, telegram etc etc) ad agevolare la risoluzione delle principali criticità che interessano lo stabile. Anche la normativa si è evoluta. La legge Uni 10801:2024 sta andando proprio nella direzione della modernizzazione del settore. Facciamo un esempio pratico. Nel caso in cui i condomini vogliano controllare la bolletta dell’energia elettrica dovrebbero presentare una richiesta scritta all’amministratore, attendere la risposta per poi recarsi in sede per visionare il documento. Con i nuovi standard tutto questo verrebbe superato e con un semplice clic si potrebbe accedere all’area bollette per consultare quella che interessa. Chiaramente sono necessari dei passaggi ben precisi per salvaguardare i dati sensibili e la privacy. In conclusione la nuova norma UNI 10801:2024 si palesa come novità assoluta per dare una risposta alle necessità di un settore che cambia in continuazione. L’amministratore diventa ancor di più figura centrale e indispensabile per la gestione del condominio. Gli vengono conferite maggiori responsabilità soprattutto nell’ambito della trasparenza della gestione economica e della gestione dei dati sensibili, in funzione delle disposizioni dettate dal Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR).
Direttore Umberto Buzzoni
Avv. Anna Maria Calvano



dei diritti dei cittadini. Il loro operato, spesso svolto in condizioni difficili, merita il più alto riconoscimento da parte delle istituzioni e della società civile, come autorevolmente ricordato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo discorso di fine anno. Spesso, peraltro, quando ci riferiamo ad esse, siamo portati ad immaginarle solamente come istituzioni con il compito di garantire la sicurezza pubblica, sia con attività di prevenzione che di repressione, dimenticandoci di un’altra opera, altrettanto meritoria, alla quale non sempre viene dato il giusto e doveroso risalto. Sto parlando del costante impegno profuso nel sociale, alla quotidiana abnegazione con cui donne e uomini di tali istituzioni assicurano ogni tipo di sostegno a coloro che ne hanno più bisogno…gli “ultimi”. Eravamo alla fine dello scorso agosto, quando pubblicai un articolo con cui ponevo in risalto l’eccellente lavoro svolto dall’amministrazione comunale di Salcito (CB) e la straordinaria attività di controllo del territorio, effettuata in sinergia con i militari dell’Arma dei Carabinieri di Trivento (CB), sottolineando, altresì, che tale impegno sinergico non si manifestava soltanto nel settore della sicurezza, ma anche nel sociale, riservando la massima attenzione alle esigenze dei soggetti che necessitavano di più aiuto, soprattutto anziani e persone in condizione di disabilità. Con immensa soddisfazione, ma non avevo dubbi al riguardo, durante queste festività natalizie ho potuto verificare che detto impegno da parte del Maresciallo Ordinario Francesco Nobile, Comandante della Stazione CC di Trivento, e dei suoi collaboratori, prosegue incessantemente. Ho avuto contezza, infatti, che, tra le tante attività alle quali si dedicano quotidianamente, si stanno prendendo amorevolmente cura di una famiglia che dimora da anni nel comune di Salcito, la quale vive in una situazione di grave disagio. Si tratta di due donne, mamma e figlia (un altro figlio è deceduto di recente), delle quali, per ovvie ragioni di privacy, non cito i nomi, entrambe in condizione di disabilità: la mamma necessità di somministrazione di ossigeno h 24, mentre la figlia è affetta da patologie talmente gravi da renderla non deambulante, se non con il sostegno di uno girello. Uno dei pochi raggi di luce nella oscura quotidianità della loro vita è rappresentato dall’amorevole disponibilità del Maresciallo Nobile, il quale si prodiga per risolvere, per quanto possibile, ogni loro esigenza, dal ritiro dei medicinali al disbrigo di pratiche burocratiche, giusto per fare qualche esempio. “Non è tanto quello che facciamo, ma quanto amore mettiamo nel farlo. Non è tanto quello che diamo, ma quanto amore mettiamo nel dare”. Questo era l’insegnamento di Madre Teresa di Calcutta, e non credo di sbagliarmi se affermo che tale insegnamento denso di amore e carità lo ritroviamo in pieno nell’attività svolta dai militari dell’Arma di Trivento. Pertanto, a nome di tutta la redazione del mensile Polizia di Stato (ma sono certo di interpretare anche il sentimento dell’intera cittadinanza di Salcito), esprimo gratitudine e riconoscenza al Maresciallo Ordinario Francesco Nobile e ai suoi collaboratori, il cui operato non è semplicemente un servizio alla comunità, ma incarna la connessione umana e l’impegno verso il benessere collettivo.








