Investimento di un pedone in retromarcia. La colpa è del conducente.

Quando si investe un pedone con la propria autovettura è sempre un evento molto delicato e doloroso maggiormente per chi viene investito ma anche per chi investe. Un caso molto particolare è quello dell’investimento in retromarcia. La legge in questo caso non ammette attenuanti. La colpa è di chi guida. Tanti sono i casi, soprattutto di persone anziane , che vengono investite nei pressi di parcheggi di centri commerciali. Tantissime volte questi incidenti hanno un esito disastroso, ossia la morte del pedone. Al conducente del mezzo viene imputata la colpa generica e la violazione dell’art. 191, comma 3, del Codice della Strada, in quanto agisce con poca prudenza e non rileva la presenza di persone a piedi che transitano durante la manovra. Quando si compie una retromarcia infatti bisogna mettere in atto tutte le cautele necessarie per evitare incidenti. Spesso gli avvocati invocano attenuanti per gli automobilisti, soprattutto quando gli incidenti si svolgono nell’arco di pochi secondi. La cassazione , in una recente sentenza, ha stabilito che la manovra di retromarcia è una manovre molto pericolosa e per questo necessita della massima attenzione da parte di chi la compie. Questo perché la visuale è ridotta e il veicolo procede in senso contrario e l’avvicinamento dei pedoni può portare a situazioni molto pericolose. Sta la conducente monitorare la situazione in modo da evitare il contatto con i pedoni. Solo in un caso il conducente potrebbe ottenere delle attenuanti ossia quando la condotta della persona a piedi è imprevista e imprevedibile, eccezionale ed atipica e sia essa stessa a produrre il contatto. Altro elemento importante riguarda le conseguenze del contatto. Mettiamo, per esempio che un anziana signora sia urtata da un auto in retromarcia, finisca per terra, batta la testa e muoia. Non importa che la morte sia dovuta al fatto che la testa abbia battuto in terra. La cassazione, sempre nella stessa sentenza ha stabilito un nesso inevitabile tra l’urto e la morte e condannato l’automobilista all’omicidio stradale.

Direttore Umberto Buzzoni
Avv. Anna Maria Calvano

Cedolare secca sugli affitti e dichiarazione dei redditi.

Tantissimi consumatori, nell’affittare il proprio immobile, optano per la cedolare secca. In determinati casi è davvero conveniente. Al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi sorge il problema di come inserire i redditi percepiti all’interno del modello. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza. Consideriamo il caso del modello più utilizzato, ossia il modello 730. In questo caso gli importi dovuti per la cedolare secca si pagano in due momenti: entro il 30 giugno si paga il saldo cedolare anno precedente e primo acconto anno in corso (si può pagare anche entro il 31 luglio applicando lo 0,40% in più) ; entro il 30 novembre si paga il secondo o unico acconto. Se si ha un sostituto d’imposta (datore di lavoro) gli importi dovuti per la cedolare secca saranno trattenuti sulla busta paga. L’importo degli affitti non viene tassato con l’aliquota utilizzata per tutti gli altri redditi ma subisce una tassazione separata (al 21%). E’ chiaro che risulta conveniente per tutti coloro che hanno un’aliquota irpef più elevata. Se invece non si ha un sostituto d’imposta bisogna compilare l’f24.

Ecco i codici tributo da utilizzare all’interno dell’f24

  • 1840 – primo acconto anno corrente (scadenza 30 giugno o 31 luglio) con maggiorazione dello 0,4%)
  • 1841 – secondo o unico acconto anno corrente (scadenza 30 novembre)
  • 1842 – Saldo anno precedente (scadenza 30 giugno o 31 luglio) con maggiorazione dello 0,4%)

Il primo acconto e il saldo si possono pagare a rate al massimo fino a novembre dell’anno corrente. Il secondo o unico acconto, invece, deve essere pagato per intero. Il quadro da controllare è il 81 colonna 1 del 730 (prospetto di liquidazione) oppure il quadro rb11 del modello rpf (il vecchio modello unico). Nella sezione fabbricati della dichiarazione andrà inserito l’immobile, il numero effettivo dei giorni pe i quali si usufruisce della cedolare secca. Dopo aver inserito la percentuale di possesso va inserito il canone effettivo per i giorni in cui è stata affittata la casa. Ad esempio se la casa è stata affittata per 200 giorni e il canone è di 400 euro bisogna inserire il prodotto (400*12)/365*200. A questo punto si saranno inseriti tutti i dati necessari per una corretta compilazione del modello dichiarativo.

Direttore Umberto Buzzoni
Avv. Anna Maria Calvano

 

Porte interne: quando si può usufruire delle detrazioni?

Molti consumatori usufruiscono del bonus casa o eco bonus quando si trovano a sostituire i loro infissi. Molti però ci chiedono se è possibile usufruire delle detrazioni fiscale quando si acquistano le porte interne. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza. Spesso, nell’affrontare questo argomento, si fa confusione su cosa è possibile e cosa non è possibile fare. Tra eco bonus, bonus casa, sisma bonus, 110% è facile cadere in errore e non attenersi a quelle che sono le disposizioni in materia. Partiamo dal bonus casa al 50% (o bonus ristrutturazione) che riguarda gli interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo. In questi casi è necessario un titolo abilitativo all’esecuzione dei lavori. Generalmente il più utilizzato è la Cila che si presenta la comune di residenza attraverso l’ausilio di un professionista (Geometra, ingegnere o architetto). Facciamo l’esempio classico. Bisogna spostare una parete all’interno della propria abitazione. Viene presentata una Cila al comune e si procede con i lavori affidati ad una ditta (in alcuni casi si possono svolgere in economia). L’agenzia delle entrate ha specificato che “l’allargamento” delle porte può essere portato in detrazione comprendendo anche il costo delle porte. Nella prassi i tecnici fanno rientrare nella detrazione anche l’apertura di nuove porte o lo spostamento delle stesse. Il discorso appena illustrato vale anche nel caso di presentazione di una scia che riguarda lavori di grossa entità. Il secondo caso che vogliamo analizzare è quello del sisma bonus al quale si accede nel caso di lavori che migliorino l’efficienza antisismica dell’immobile. Anche in questo caso l’acquisto delle porte rientra tra quei costi che si possono portare in detrazione. Ricapitolando, si può usufruire della detrazione del 50% sull’acquisto delle porte interne se si effettuano dei lavori di manutenzione straordinaria (bonus ristrutturazioni) o se si effettuano dei lavori di miglioramento della struttura antisismica dell’edificio (sisma bonus). Una cosa importante da sottolineare è che se si demolisce un muro e viene effettuata l’apertura o l’allargamento di una sola porta si può detrarre la spesa relativa all’acquisto di tutte le porte, non solo di quella oggetto di intervento.

Direttore Umberto Buzzoni
Avv. Anna Maria Calvano

Il “Progetto Nocciola Italia” della Ferrero.

L’agricoltura non sta attraversando un buon periodo. I costi sono aumentati e i guadagni dei contadini sono diminuiti vertiginosamente. Ci sono però delle opportunità di cui non tutti sono a conoscenza. Una di queste è il “Progetto Nocciola Italia” della Ferrero. Tantissime terre sono state abbandonate e lasciate incolte. Il progetto della Ferrero si pone l’obiettivo di riconvertirle e valorizzarle per dare nuova linfa all’attività agricola. Il made in Italy viene continuamente citato come valore aggiunto dei prodotti che vengono coltivati nel nostro paese. Soprattutto all’esterno è sinonimo di qualità e gusto. Con il “Progetto Nocciola Italia” si mira a realizzare una produzione corilicola 100% italiana, per sostenere l’economia italiana e sviluppare un sistema ben organizzato di filiera. Bisogna sottolineare come il nostro paese sia particolarmente vocato territorialmente alla coltivazione delle nocciole. Il progetto della Ferrero è partito nel 2018 con l’obiettivo di raggiungere, proprio nel 2025 i 90000 ettari dedicati alla piantagioni di noccioleto. E l’obiettivo è stato pienamente raggiunto. Rispetto al 2018 sono stati quasi 20000 gli ettari che sono stati convertiti con un incremento del 30%. La divisione che si occupa del progetto è quella della Ferrero Hazelnut Company che si occupa proprio del reparto nocciole. Sebbene la compagni abbia creato solidi rapporti con nazioni estere per l’approvvigionamento della materi prima, si è voluta concentrare in questo progetto tutto italiano. L’impresa italiana è in grado di fornire alcune garanzie essenziali e standard qualitativi elevati per chi entra a far parte della filiera. Il primo elemento, il più importante, è l’impegno all’acquisto di tutto ciò che viene prodotto sul terreno in questione a prezzi prestabiliti. Il secondo elemento riguarda il supporto tecnologico agli agricoltori per monitorare in maniera efficace le coltivazioni. Il terzo, non meno importante, riguarda l’attività formativa messa a disposizione dall’azienda per gestire correttamente i noccioleti. Cosa aggiungere. Si tratta sicuramente di una buona opportunità soprattutto per coloro che si erano arresi di fronte all’aumento spropositato dei prezzi, ed avevano abbandonato i propri terreni.

Direttore Umberto Buzzoni
Avv. Anna Maria Calvano

Come effettuare la dichiarazione sul sito dell’Enea per i bonus sulla casa.

Allorquando si usufruisce di un bonus per i lavori su un immobile , che sia ecobonus o bonus casa, entro 90 giorni dalla conclusione degli stessi bisogna effettuare una comunicazione sul portale dell’Enea. Negli ultimi tempi sono cambiate però le modalità di accesso al portale. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza. In generale tutte le persone fisiche possono entrare solo tramite spid o cie mentre, le persone giuridiche e gli intermediari, possono continuare ad entrare tramite credenziali (e-mail e password). Come prima sezione del sito prendiamo quella relativa al SuperBonus del 110%. In questa sezione è possibile caricare tutti i documenti relativa alla pratica del 110% (schede descrittive, asseverazioni, fatture etc etc). Tutti i tipi di accessi sono consentiti solo tramite spid, come ad esempio la registrazione di nuovi account come Asseveratore. La seconda sezione è quella del portale ecobonus e bonus facciate. In questo portale , vi ricordiamo, è possibile inserire le pratiche relative ai lavori di efficienza energetica ed utilizzo delle fonti rinnovabili di energia che rientrano nelle detrazioni fiscali ex legge 296/2006 e art. 14 D.L. n. 63/2013. Tali detrazioni vanno dal 50% all’90%. Anche in questo caso le pratiche possono essere inserite solo tramite spid dalle persone fisiche e tramite credenziali dalle aziende. Per quanto concerne il bonus casa (ex art. 16 bis del D.P.R. n. 917/86) la situazione è simile a quella precedentemente descritta. Le pratiche possono essere inserite solo tramite spid dalle persone fisiche e tramite credenziali dalle aziende. Stesso discorso vale per le pratiche di Ecobonus. Dunque, allineandosi con quelle che sono le disposizioni messe in atto per la pubblica amministrazione, la gestione delle pratiche Enea è stata regolamentata in modo da rendere lo spid il metodo maggiormente utilizzabile per l’accesso al portale. In questo modo è stato fatto sicuramente un passo avanti nell’ambito della sicurezza dei dati e nella sicurezza degli accessi al portale.

Direttore Umberto Buzzoni
Avv. Anna Maria Calvano

Volete acquistare un auto? Ecco alcuni incentivi per il 2025.

Se avete intenzione di acquistare un auto, oggi vi formiamo un elenco di incentivi offerti dalle diverse case costruttrici. Soprattutto sulle auto elettriche, che a quanto pare non riescono a sfondare sul mercato, gli incentivi possono arrivare a superare il 30%. Ecco dunque una lista di marchi e di incentivi per il 2025:

Mazda: il modello 2 Hybrid viene proposto a 18490 euro con uno sconto del 26% e la possibilità di finanziamento e rottamazione.

Citroen: il modello C4 X con motore 1.2 PureTech da 100 CV viene venduta a 22250 euro applicando uno sconto del 16%.Anche in questo caso lo sconto è legato all’accensione del finanziamento.

Kia: il modello Sportage Mild Hybrid viene proposto a 29900 euro. Si può accedere al finanziamento Kia pagando 35 rate da 249 euro con un anticipo di 5760 euro.

Nissan: la casa costruttrice propone il modello elettrico Leaf viene scontato del 32% arrivando al prezzo di 25825 euro. Il modello Arya viene invece proposto a 30.500 euro con uno sconto del 28%.

Skoda: il modello Kamiq 1.0 benzina da 95 CV, Selection viene proposto al prezzo di 25500 euro con uno sconto del 13% e obbligo di finanziamento.

Tesla: sul modello “Moduel 3” viene applicato uno sconto di 4000 euro se si acquista entro il 31 marzo 2025. In questo modo la “Moduel 3” parte dal prezzo di 35990 euro.

Jeep: il modello Jeep Avenger Full-Electric viene proposto al prezzo di 33400 euro con uno sconto di 9000 euro su prezzo di listino. Lo sconto viene concesso però, solo nel caso di finanziamento.

Bmw: il modello Z4 sDrive20i viene proposto al prezzo di 52546 euro con uno sconto del 13%. Anche qui lo sconto è legato all’accensione del finanziamento.

Fiat: l’offerta più interessante è quella sulla panda sulla quale viene applicato uno sconto del 38%. Il prezzo di listino è di 15950 euro e si arriva al prezzo finale di 9950 euro.

Cupra: il modello Leon e-Hybrid viene proposto al prezzo di 30411 euro con uno sconto del 17%. Stesso discorso delle altre case automobilistiche sul finanziamento al quale è legata l’applicazione dello sconto.

Skoda: il modello Kamiq 1.0 benzina da 95 CV, Selection viene proposto al prezzo di 25500 euro con uno sconto del 13% e obbligo di finanziamento.

Hyunday: il modello Kona 1.0 T-GDIH 100 CV viene proposta ad un prezzo di 21950 euro con una scontistica del 18%. Inoltre vi è un bonus di 500 euro per la rottamazione del vecchio veicolo.

Direttore Umberto Buzzoni
Avv. Anna Maria Calvano

E’ obbligatorio il nome sulle cassette postali?

Oggi parliamo di un argomento che riguarda praticamente tutti i consumatori: il nome sulla cassetta postale. Recentemente si sono verificati diversi casi di corrispondenza che è tornata al mittente perché sulla cassetta postale non è apposto il nome e il cognome dell’utente. A volte il nome non viene applicato per distrazione o per pigrizia ma a volte viene fatto appositamente. Cerchiamo di fare chiarezza in questo articolo.  Primo elemento da considerare è la privacy. Siccome nome e cognome rappresentano dei dati sensibili non si può obbligare con delle sanzioni gli utenti ad affiggerlo sulle cassette. Gli effetti del mancato inserimento del nome e cognome ricadranno però sull’utente finale con la corrispondenza che tornerà al mittente per irreperibilità con tutte le conseguenze che ne derivano (è sbagliato infatti pensare che togliendo il nome si evitano le notifiche, ma questo argomento lo affronteremo in un altro articolo). La legge italiana che detta loe linee guida sull’attività di recapito afferma che: “«Le cassette devono recare, ben visibile, l’indicazione del nome dell’intestatario e di chi ne fa uso». Il nome sulla cassetta delle lettere è, dunque, obbligatorio ma non vi sono sanzioni. Altro elemento riguarda il posizionamento delle cassette postali: nel caso di una casa bifamiliare o di una villa, la cassetta dovrà essere posizionata sulla pubblica via. Se consideriamo il caso, invece, di un condominio, potrà essere posta anche all’interno ma si dovrà consentire al portalettere di accedere facilmente. Uno dei problemi dei postini infatti è accedere alle cassette posizionate internamente. Bisogna suonare a qualcuno per entrare e sistematicamente quel qualcuno va in escandescenza perché magari sta mangiando o riposando. Un ultimo approfondimento riguarda la presenza del nome e cognome o solo del cognome. A questo proprosito ci viene incontro una comunicazione fatta in Veneto proprio da Poste Italiane che andiamo ad analizzare. In provincia di Udine infatti , nell’anno 2019, è scattata la campagna “etichetta la cassetta”. Sono stati coinvolti circa 100 comuni nei quali, in presenza di una cassetta anonima , è stato recapitato un invito a inserire il proprio nome e cognome allegando etichette già stampate. Le parole di Poste Italiane sono state le seguenti: «Può avvenire infatti che, nonostante l’efficienza del servizio di smistamento della corrispondenza, la consegna finale sia resa oggettivamente impossibile da un piccolo elemento, all’apparenza poco significativo, ma determinante, l’assenza del nome e cognome dei cittadini sul citofono o nella cassetta delle lettere, il che non permette la corretta identificazione del destinatario della corrispondenza>>. Dunque per una corretta e puntuale attività di recapito sono necessari nome e cognome del proprietario della cassetta e di chi ne fa uso (pensiamo ad una casa in affitto). In un prossimo articolo parleremo, come accennato in precedenza, delle conseguenze di una corrispondenza tornata al mittente.

Direttore Umberto Buzzoni
Avv. Anna Maria Calvano