Consigli utili per conservare in sottovuoto i propri indumenti.

Indipendentemente dal tipo di cambio di stagione, spesso avere troppo ingombro non aiuta a mantenere un armadio ordinato e il sottovuoto è sicuramente una strategia utile per risparmiare spazio. Usando sacchetti speciali e un aspiratore, avrete più spazio libero per tessuti e vestiti. Come si fa il sottovuoto? Il processo è davvero semplice. Si scelgono le buste, si chiudono con una zip. Poi, utilizzando lo stesso aspirapolvere o usando la pompa manuale inclusa nei kit, si toglie l’aria da dentro e infine si sigilla il pacco tramite la valvola. Ecco i passi fondamentali per effettuare un ottimo sottovuoto dei propri capi.  Prima di tutto, bisogna capire le dimensioni degli oggetti da imballare; solo così potete si può scegliere  un sacchetto adatto che li contenga in modo ordinato. Poi, è necessario pensare al tipo di chiusura: se passa troppo tempo da quando la busta è stata sigillata, l’aria potrebbe uscire più del necessario. Tra le opzioni disponibili ci sono la chiusura a rotazione o quella a pulsante. Infine, è importante considerare come saranno sistemati i sacchetti. Se saranno messi sugli scaffali oppure se verranno appesi. In quest’ultimo caso, è fondamentale scegliere modelli con appendini. Ci sono i sacchi che vengono venduti con la pompetta. Kit con sacchi di varie dimensioni, quindi molto utili a seconda degli abiti o dei tessuti da mettere in pila. La confezione viene venduta come detto con una pratica pompetta che si utilizza per togliere l’aria senza bisogno di un aspirapolvere . All’interno delle sacche potete mettere cuscini, abbigliamento o altri tessuti grandi. Vi son poi i kit per la biancheria invernale. Si tratta di una serie di contenitori creati per conservare la biancheria più grande, soprattutto i piumoni. La valvola si chiude con un semplice movimento, essendo progettata per assicurare una chiusura ermetica. Questa caratteristica migliora il sottovuoto, poiché permette di chiudere in modo veloce e facile. I sacchetti trasparenti sono molto utili per vedere subito il loro contenuto con uno sguardo. Per fare sottovuoto su giacche e cappotti, può essere utile provare i sacchetti appesi. In questo modo si possono sfruttare gli spazi in alto nell’armadio invece di quelli in basso. Questo set viene fornito con comode grucce per appenderli.

Direttore Umberto Buzzoni
Avv. Anna Maria Calvano

Aggiornamenti Watshapp. Importanti novità in arrivo.

Con il nuovo aggiornamento ci sono delle novità che riguardano l’applicazione di messaggistica watshapp. Una delle novità più utili è l’indicatore “Online” nelle chat di gruppo, che mostra quante persone sono attualmente disponibili in tempo reale, visualizzabile direttamente sotto il nome del gruppo. Questa funzione permette agli utenti di capire immediatamente se i membri del gruppo sono pronti per interagire. Le notifiche dei gruppi sono state ottimizzate con l’inserimento della funzione “Notifica per”, che permette di selezionare “In evidenza” per limitare le notifiche solo alle menzioni, alle risposte e agli sms ricevuti dai contatti salvati, oppure “Tutti” per ricevere tutte le notifiche senza filtri. Con l’aggiornamento, è adesso possibile creare nuovi eventi anche nelle conversazioni individuali, non solo nei gruppi. Le persone possono decidere di rispondere con “forse”, possono decidere di invitare un ospite, inserire anche l’ora e la data quando si tratta di eventi di lunga durata e possono fissare l’evento in una chat. A volte però capita di dover cambiare telefono. Ricordiamo in questo articolo cosa bisogna fare in questo caso.  E’ necessario procedere al trasferimento di WhatsApp da un dispositivo a un altro. Ci sono diverse circostanze. Può capitare di passare a un telefono con lo stesso sistema operativo o con uno diverso. Quando si migra da un cellulare Android a un altro Android, si può trasferire WhatsApp attraverso il backup su Google Drive o il ripristino delle conversazioni. È molto importante effettuare il backup delle chat sul vecchio dispositivo in modo che quando si installerà l’app sul nuovo telefono, i dati precedenti siano recuperati senza che nulla venga perso. Il sistema invierà un messaggio SMS al telefono vecchio contenente un codice di sicurezza che dovrà essere inserito nel nuovo telefono. A questo punto, non resta che completare il processo, molto semplice. In alternativa, è possibile spostare manualmente il backup se si verificano problemi con la procedura precedente. Se si cambia telefono per uno che utilizza un sistema operativo differente, la situazione rimane simile. Questo è il caso del passaggio da Android a iPhone. Si esegue un backup e si possono trasferire tutti i dati sul nuovo dispositivo mantenendo i messaggi, le immagini e altro ancora. Se invece si sta cambiando numero di telefono, è necessario prestare maggiore attenzione. Prima di tutto, occorre aggiornare il numero sul vecchio dispositivo; altrimenti, se si registra il nuovo numero sul nuovo cellulare, si rischia di perdere tutti i dati. Dopo aver registrato il numero sul vecchio telefono, è necessario cancellare l’account prima di accendere il nuovo cellulare, altrimenti si perderanno le informazioni.

Direttore Umberto Buzzoni
Avv. Anna Maria Calvano

Bonus di 200 euro per le bollette elettriche.

Giudizio favorevole dell’Arera per il bonus di 200 euro sulle fatture della luce destinato alle famiglie con un Isee fino a 25mila euro. L’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente comunica di aver concesso l’approvazione del provvedimento che definisce la modalità di assegnazione del contributo straordinario nelle bollette dell’elettricità. A partire da giugno 2025, «il gestore del Sii, seguendo le indicazioni fornite dall’Inps, identificherà i titolari delle forniture elettriche che saranno idonei a ricevere un contributo di 200 euro e comunicherà questa informazione agli operatori, i quali dovranno applicare lo sconto entro tre mesi, mettendone in evidenza la presenza nel documento di fatturazione».

Ricordiamo che ai cittadini e alle famiglie che ne hanno diritto vengono automaticamente concessi gli assegni sociali per le spese di luce, gas e acqua al fine di affrontare le difficoltà finanziarie. La persona che desidera ricevere l’assegno deve far parte di un nucleo familiare il cui indicatore ISEE non superi i 9530 euro, oppure appartenere a una famiglia con almeno 4 figli a carico (che viene considerata numerosa) e un indicatore ISEE non superiore ai 20. 000 euro, oppure appartenere a un nucleo che riceve il Reddito di Cittadinanza o la Pensione di Cittadinanza. Il contratto per la fornitura di energia elettrica, gas naturale e acqua deve essere per usi domestici ed essere attivo o temporaneamente sospeso a causa di insolvenza. Nel caso della fornitura di gas, il contatore non deve essere di una classe superiore a G6.

Le famiglie o le persone possono beneficiarne automaticamente, purché presentino ogni anno una Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), necessaria per accedere a prestazioni sociali agevolate (come per esempio l’assegno di maternità, i servizi mensa scolastica, il bonus bebè, ecc. ). Sarà l’INPS a trasmettere i dati estratti dalla DSU al Sistema Informativo Integrato gestito dalla società Acquirente Unico S. p. A. Saranno effettuati i controlli necessari e il bonus sarà accreditato direttamente sulla bolletta. I bonus variano in base all’importo dell’ISEE. Con un indicatore inferiore a 9530 euro, il bonus per l’energia elettrica per una famiglia di 4 persone è di 236,70 euro, mentre per il gas è di 235,80 euro e per l’acqua consente di risparmiare 73 metri cubi all’anno. Per un ISEE compreso tra 9530 e 15. 000 euro, il bonus è ridotto del 20% per le forniture di elettricità e gas, mentre per l’acqua diminuisce di 18,25 metri cubi per persona.

Direttore Umberto Buzzoni
Avv. Anna Maria Calvano

Attacco hacker ad infocert. Come difendersi.

InfoCert, una delle maggiori aziende italiane specializzate nella fornitura di Spid e di servizi di identità digitale e certificazioni, ha subito un attacco informatico. L’impresa ha comunicato di aver subito il furto di più di 5 milioni di dati personali, poi messi in vendita sul dark web. In base a una nota ufficiale diffusa da InfoCert, l’attacco non ha influito direttamente sui sistemi interni, ma ha colpito un fornitore esterno. Anche il Garante della Privacy è intervenuto sulla questione, domandando chiarimenti all’azienda, che ha replicato fornendo due indirizzi email da poter utilizzare per maggiori informazioni e ha dettagliato i dati che sono stati compromessi. Nonostante l’entità dell’attacco haker, Infocert ha tranquillizzato i propri clienti affermando che “nessuna delle credenziali per accedere ai servizi Infocert e le password sono state violate”.

Attacchi informatici ai danni di aziende e istituzioni governative sono diventati una realtà quotidiana, causando gravi problemi e disservizi. Non solo le grandi organizzazioni, ma anche gli utenti comuni sono a rischio, considerando che oggi praticamente tutti usano dispositivi come smartphone, tablet e computer. Le ripercussioni di tali attacchi possono variare e presentare diversi gradi di gravità. Tra i danni più frequenti troviamo quelli economici. Molte persone segnalano di aver perso denaro o di aver subito clonazioni delle proprie carte di credito, arrivando addirittura alla sottrazione della propria identità. Inoltre, ci sono anche danni minori, come il furto di fotografie personali o di informazioni sensibili, che rappresentano comunque una grave invasione della privacy.

Ci sono vari suggerimenti che si possono seguire per ridurre il rischio di cadere vittime di questi crimini. Per prima cosa, è fondamentale essere cauti riguardo alle email ricevute. Le email sono uno dei mezzi più usati per compromettere i nostri dispositivi. Le banche, ad esempio, avvisano i propri clienti di non fornire dati o credenziali attraverso messaggi che richiedono clic su link sospetti. I criminali informatici sono abili nel creare siti ingannevoli che sembrano identici a quelli legittimi. In secondo luogo, è essenziale cambiare frequentemente le password, preferibilmente utilizzando combinazioni complesse e implementando l’autenticazione a due fattori, che richiede sia una password che un codice generato sul cellulare. Infine, è consigliabile avere un computer dedicato per scaricare musica e software e un altro da usare per accedere a siti sensibili come quelli bancari, evitando di utilizzare connessioni Wi-Fi pubbliche o gratuite il più possibile.

Direttore Umberto Buzzoni
Avv. Anna Maria Calvano

Cosa fare quando si riceve una multa?

Quando si riceve una multa, è importante pagare entro 5 giorni per ottenere uno sconto del 30%. Se non si paga entro questo termine, si ha tempo fino a 60 giorni dalla notifica per fare il pagamento. È importante notare che i tempi di notifica delle multe possono variare a seconda del tipo di violazione. Ma come capire se si può contestare una multa? Prima di tutto, è fondamentale leggere attentamente il verbale scritto dalle forze dell’ordine per vedere se ci sono errori, come informazioni sbagliate sul veicolo o altre imprecisioni. In questi casi, si può chiedere l’annullamento della multa all’ente che ha emesso la sanzione. Se non ci sono errori, ci sono comunque possibilità di fare ricorso presso il Prefetto o il Giudice di Pace. Se si decide di presentare ricorso, sia all’Ente competente, al Giudice di Pace o al Prefetto, è importante sapere che ciò comporterà delle conseguenze. Per esempio,  la decurtazione dei punti della patente, se prevista per la specifica sanzione, sarà anch’essa sospesa fino all’esito del ricorso; soltanto in caso di esito negativo verrà applicata. Se il ricorso viene presentato entro 60 giorni dalla notifica della multa, il pagamento dell’importo non raddoppierà, come avverrebbe normalmente se si superasse il termine. In questo caso, i termini di pagamento sono sospesi.
Le sanzioni accessorie, come la sospensione della patente per infrazioni più gravi, rimarranno sospese durante tutto il periodo in cui il processo è in corso. Se il risultato del ricorso è positivo, la multa viene annullata insieme al pagamento e a tutte le sanzioni collegate. In caso contrario, se il ricorso è negativo, a multa raddoppia. Se si decide di fare ricorso al prefetto, il processo è gratuito, tranne per il costo dell’invio della raccomandata. Si ha tempo 60 giorni per presentare il ricorso. Non è obbligatorio che chi ha fatto la violazione sia presente all’udienza, ma la presenza può essere richiesta se si vuole.  Se si sceglie di fare ricorso al giudice di pace, il costo è per l’acquisto dei bolli, che costano almeno 43 euro. Si ha tempo 30 giorni, per presentare il ricorso. In questa situazione, è obbligatoria la presenza di chi richiede l’udienza. Se il risultato è negativo, si dovrà pagare la multa o fare appello in tribunale. In quest’ultimo caso, è necessario avere l’assistenza di un avvocato difensore.

Direttore Umberto Buzzoni
Avv. Anna Maria Calvano

Acquisti e merce non consegnata. Possibilità di richiedere il rimborso.

Oggi parliamo di merce pagata ma non ricevuta.  Se si è proceduto ad un acquisto online e, dopo il termine stabilito, la merce non è ancora arrivata bisogna inviare al venditore una richiesta formale, chiedendo la consegna entro un’altra scadenza, di solito 15 giorni sono sufficienti.  Secondo il Codice del Consumo, per gli acquisti a distanza, la merce deve essere consegnata nel tempo concordato senza ritardi. Se non è stata fissata una data precisa, il venditore ha 30 giorni dalla fine del contratto per consegnare i prodotti all’indirizzo del cliente.  Altrimenti è possibile richiedere un risarcimento per i danni subiti. Dunque, se è stato siglato un contratto di acquisto con una data di consegna obbligatoria, che non è stata rispettata, oppure se il venditore ha rifiutato di fare la consegna, o se è stato inoltrato un sollecito al venditore che è stato ignorato, si può fare una richiesta di risarcimento. Se il pagamento del prezzo è stato effettuato tramite una carta, sussiste un ulteriore possibilità cioè quello di richiedere il rimborso alla compagnia che gestisce la carta.  È importante contattare il servizio clienti  e chiedere un “Chargeback”, che significa un rimborso. In molti casi, la carta ha un’assicurazione che permette alla compagnia di fermare un pagamento che non è ancora stato completato al destinatario, se la merce non viene ricevuta. Se il pagamento è già stato fatto, la compagnia può restituire i soldi al venditore e rimborsare l’importo pagato. Discorso simile riguarda i pagamenti tramite Paypal. Se si è scelto di usare un conto PayPal per i pagamenti  degli acquisti c’è la possibilità di ottenere il rimborso dell’importo speso se il prodotto non viene consegnato. Ricordate di aprire un reclamo entro 180 giorni dalla data di acquisto per poter beneficiare di questa garanzia.

Direttore Umberto Buzzoni
Avv. Anna Maria Calvano

Cos’è la Carta Nazionale dei Servizi?

La Carta Nazionale dei Servizi (CNS) è uno strumento importante che permette ai cittadini di essere riconosciuti in modo sicuro online e di accedere ai servizi forniti dalle Pubbliche Amministrazioni tramite internet. Questa carta, che ha un microchip, contiene i dati identificativi della persona, come nome, cognome e codice fiscale, insieme a un certificato di autenticazione. Il PIN, consente di effettuare l’autenticazione online. Uno dei problemi più comuni è la mancanza del certificato sul computer. Spesso, al primo accesso, si vede un messaggio di errore. Vediamo  come risolvere questo problema. Prima di tutto, bisogna aprire Aruba Key e cliccare sulla voce “Utilità” e poi su “Importa certificato”. Si aprirà una pagina per il nostro tipo di firma digitale, con il certificato corrispondente. A questo punto, clicchiamo su “Importazione certificato” per completare l’operazione. Ora dobbiamo lavorare sul browser; oggi ci concentreremo su Mozilla Firefox. In un articolo futuro, parleremo anche di Google Chrome e Internet Explorer. Apriamo quindi Mozilla Firefox e selezioniamo “Strumenti”, poi “Opzioni”, “Privacy e Sicurezza”, e infine “Visualizza Certificati” e “Dispositivo di Sicurezza”. Qui, clicchiamo su “Carica dispositivo PKCS#11” e nel campo “Nome Modulo” scriviamo una descrizione per il tipo di certificato che stiamo caricando, per esempio “Modulo Aruba”. Facciamo clic su “Sfoglia” e scegliamo il file “bit4xpki.dll”, infine premiamo “OK”.  Adesso dobbiamo assicurarci che nella sezione “Gestione dispositivi” appaia il modulo che abbiamo appena inserito, cioè “Modulo Aruba”. Se tutto è andato bene, potremo usare la CNS senza problemi. Ricordiamo che, grazie alla Carta Nazionale dei Servizi, oggi possiamo controllare informazioni importanti come il nostro cassetto fiscale, con le dichiarazioni e le fatture elettroniche, e anche il cassetto previdenziale che mostra i contributi versati. Inoltre, tramite la CNS, è possibile compilare importanti pratiche per supportare il reddito, come il bonus nido, la NASPI o il congedo parentale.

Direttore Umberto Buzzoni
Avv. Anna Maria Calvano