Cosa è lo skimming e come difendersi.

Lo skimming si realizza quando i dati delle carte vengono copiati mentre si preleva denaro dal bancomat o si effettua un pagamento, ad esempio, presso i distributori automatici di carburante. Questo si ottiene tramite uno skimmer, un dispositivo progettato per memorizzare i codici magnetici delle carte. Il meccanismo viene montato sullo sportello, proprio nello spazio in cui si inserisce il bancomat. Quando si inserisce la carta per fare una transazione, l’operazione sembra completarsi normalmente, ma i dati vengono registrati senza che la vittima se ne accorga, e non se ne rende conto finché non osserva movimenti strani nel suo conto. Successivamente, collegando lo skimmer a un computer, i truffatori sono in grado di recuperare tutte le informazioni salvate. Ma per poter fare un uso completo delle carte, i malintenzionati necessitano anche del codice pin: per questo motivo posizionano una telecamera in direzione della tastiera, spesso occultata nella parte alta dello sportello. Prima di inserire la  carta nello slot designato, bisogna controllare attentamente il terminale per valutare qualcosa di insolito o anomalo, come elementi che sembrano essere stati aggiunti o modificati. Il semplice atto di coprire con la mano opposta quella utilizzata per inserire il PIN può ostacolare eventuali microcamere nel rilevare il codice segreto. Verificare regolarmente le operazioni del conto e attivare notifiche di sicurezza è senza dubbio un ottimo metodo per riconoscere prontamente qualsiasi transazione anomala. Lo skimming può verificarsi non soltanto presso i bancomat, ma anche in altri luoghi, come le macchine per acquistare drink, snack, o biglietti per i treni e gli autobus.

Direttore Umberto Buzzoni
Direttore Editoriale Avv. Anna Maria Calvano

Carta “Dedicata a te” 2025

Si tratta di una carta prepagata e a nome specifico, che i legittimi beneficiari possono ritirare presso gli Uffici Postali, consigliando di fissare un appuntamento tramite l’app o il sito di Poste Italiane. Ai destinatari verrà accreditato un importo pari a € 500,00, una sola volta nel corso del 2025. Il trasferimento dei fondi inizierà verso la fine di ottobre o all’inizio di novembre, con la prima erogazione da effettuarsi entro il 16 dicembre 2025. La somma dovrà essere spesa entro il 28 febbraio 2026. Sul sito istituzionale, l’Inps descrive in maniera dettagliata la misura:”
Il beneficio è destinato alle famiglie con ISEE non superiore a 15.000 euro per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità. La misura è riservata a cittadini residenti in Italia, in possesso dei seguenti requisiti al 12 agosto 2025:
-iscrizione di tutti i componenti del nucleo all’Anagrafe della popolazione residente;
-certificazione ISEE ordinario valido con indicatore non superiore a 15.000 euro annui.
Non possono accedere al beneficio i nuclei familiari che percepiscono:
-Assegno di Inclusione;
-Reddito di Cittadinanza;
-Carta acquisti;
-NASpI, DIS-COLL, indennità di mobilità;
-Cassa Integrazione Guadagni o altre forme di sostegno per disoccupazione.
Il contributo di 500 euro viene erogato attraverso carte elettroniche prepagate fornite da Poste Italiane. Le carte vengono consegnate presso gli uffici postali abilitati. I beneficiari non devono presentare domanda. L’INPS, entro l’11 settembre 2025, metterà a disposizione dei comuni le liste dei beneficiari in possesso dei requisiti, selezionandoli secondo criteri di priorità dati dal numero dei componenti del nucleo familiare. A parità di condizioni, viene data priorità ai nuclei con ISEE più basso. I comuni hanno poi 30 giorni per verificare e consolidare le liste. Per il 2025, la dotazione del Fondo Alimentare è stata incrementata di 500 milioni di euro, con destinazione specifica all’acquisto di beni alimentari di prima necessità, escludendo qualsiasi bevanda alcolica. Gli esercizi commerciali convenzionati garantiranno inoltre scontistiche aggiuntive ai possessori della carta.

Direttore Umberto Buzzoni
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La doppia contribuzione inps degli amministratori di società di capitali.

La differenza tra gestione e attività in una SRL non è soltanto un concetto astratto, ma ha effetti tangibili anche nel campo della previdenza. L’assegnazione dei compiti, infatti, consente di migliorare la gestione delle tasse e dei contributi. Perciò è fondamentale delineare con precisione i veri compiti dei soci che ricoprono il ruolo di amministratori di SRL per non incorrere nella doppia contribuzione all’INPS.  La doppia contribuzione INPS si presenta nel caso in cui un individuo, ricoprendo i ruoli di socio e amministratore in una SRL, deve effettuare versamenti sia alla Gestione Separata per il suo incarico di amministrazione, sia alla Gestione Commercianti o Artigiani per le mansioni operative all’interno dell’azienda. Questa situazione può portare a oneri significativi, ma non è sempre necessaria. In sintesi, la doppia contribuzione all’INPS significa, in pratica, un doppio pagamento di somme, il che porta a un incremento rilevante dei costi previdenziali per l’amministratore e, in determinati casi, per l’azienda stessa. Il pagamento doppio dei contributi non è sempre obbligatorio e dipende dal ruolo reale ricoperto dall’amministratore. Se il soggetto compie solo atti gestori dell’azienda  non è richiesto l’iscrizione a più gestioni dell’inps. Su questo argomento ci viene in aiuto l‘ordinanza 1759/2021 della la Corte di Cassazione che detta  sembra risolvere definitivamente il lungo dibattito sulla doppia contribuzione INPS ple regole sulla doppia imposizione inps. La tematica riguardante la doppia contribuzione INPS per gli amministratori di impresa riceve ulteriore supporto dalla sentenza n. 334 del 24 gennaio 2024 emessa dal Tribunale di Milano. Il Tribunale ha nuovamente sottolineato che un amministratore impegnato in attività imprenditoriali connesse solo alla gestione dell’azienda, non è obbligato alla doppia contribuzione, a meno che non partecipi effettivamente all’operatività aziendale.

Direttore Umberto Buzzoni
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L’Arbitro per le Controversie Finanziarie mette in guardia su tentativi di frode che utilizzano il suo nome.

Sul sito www.acf.consob.it apprendiamo che “L’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF), istituito dalla Consob con la delibera n. 19602 del 4 maggio 2016, è uno strumento di risoluzione delle controversie tra investitori “retail” e intermediari per la violazione degli obblighi di diligenza, correttezza, informazione e trasparenza che gli intermediari devono rispettare quando prestano servizi di investimento o il servizio di gestione collettiva del risparmio. Ebbene proprio l’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF) ha emesso un avviso urgente a seguito della crescita di frodi telefoniche e tramite sms in cui individui si presentano come rappresentanti dell’Arbitro Finanziario. Negli ultimi tempi, molti utenti hanno ricevuto messaggi che sollecitano contatti immediati riguardo a presunte “problematiche importanti” relative a dispute finanziarie: si tratta, in verità, di tentativi di truffa volti a ottenere denaro o a raccogliere dati personali riservati. Sempre sul sito www.acf.consob.it possiamo leggere che “in particolare, è stato rilevato che detti soggetti utilizzano fraudolentemente il sistema di registrazione degli utenti sul portale ACF, facendo pervenire ai soggetti contattati le credenziali di accesso al sito e inducendoli così a ritenere di interloquire effettivamente con il personale addetto all’Arbitro. Tali attività non sono riferibili in alcun modo all’ACF o alla CONSOB. Al riguardo si ricorda che l’ACF e la CONSOB non chiedono il pagamento di somme di denaro per la presentazione di ricorsi innanzi all’Arbitro. Si fa, peraltro, presente che l’ACF non si rivolge mai direttamente ai risparmiatori o investitori che non abbiano già presentato un ricorso innanzi all’Arbitro. Si raccomanda la massima cautela e si chiede di segnalare tali anomale richieste all’ACF utilizzando la e-mail info.acf@consob.it  o il numero 06.8477850. “

Direttore Umberto Buzzoni
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“Autosoccorso Trignina” Di Molinaro Mauro a Trivento, in Molise. Professionalità e competenza a prezzi concorrenziali.

Oggi volevo condividere con tutti i lettori del Consumatore un’esperienza vissuta venerdi 17 ottobre intorno alle 23.30. Stavo percorrendo la statale 650 di Fondo Valle Trigno (SS 650),  comunemente definita strada Trignina, per tornare a Roma dopo un viaggio in Molise. Ad un certo punto la mia auto ha iniziato ad evidenziare problemi legati al livello dell’acqua del radiatore e per evitare danni al motore, ho accostato, ho spento la vettura e ho cercato un servizio di soccorso stradale. Guardando sul web ho notato la ditta “Autosoccorso Trignina” Di Molinaro Mauro SNC a Trivento (CB) e ho chiamato. Dall’altra parte della cornetta ho trovato una persona educata, competente e professionale che mi ha fatto sentire da subito a mio agio. Immediatamente si è assicurata di fornirmi le direttive essenziali per mettere l’auto in sicurezza in attesa del suo arrivo. Mi ha chiesto di descrivere il problema e si è reso conto subito di quella che poteva essere la causa. Si trattava di un manicotto danneggiato, una fattispeci che può portare, spesso a fondere il motore.  Il carro attrezzi è arrivato in tempi record, dimostrando grande efficienza e professionalità. In questi casi è importante che l’attesa non sia troppo lunga, sopratutto per lo stato d’animo di chi rimane fermo in strada.  L’autista si è mostrato cordiale e disponibile, spiegandomi ogni passaggio e assicurandosi che la mia vettura fosse trasportata in totale sicurezza. Una volta arrivati in officina, con grande disponibilità mi ha esposto quella che sarebbe stata la procedura per risolvere il problema. Ovviamente, essendo venerdi notte, non si poteva reperire immediatamente il pezzo di ricambio e avremmo dovuto attendere il sabato mattina per procedere. Mi è stata messa a dispozione un auto sostitutiva che non ho utilizzato in quanto alcuni collaboratori sono venuti a prendermi per riportarmi a Roma. L’intervento sulla mia auto non è stato affatto semplice ma l’officina l’ha effettuato in tempi rapidi ed in maniera egregia. A dimostrazione della loro professionalità hanno individuato alcune problematiche relative al funzionamento della mia vettura, come per esempio la convergenza e le hanno sistemate. Che dire. Non posso che consigliare l”Autosoccorso Trignina”. Un’azienda che si caratterizza per la disponibilità 24h su 24 (in grado di affrontare ogni emergenza, sia in ore diurne che notturne), per la sua velocità d’intervento, per l’impiego di mezzi e strumenti all’avanguardia, e per il personale altamente qualificato capace anche di risolvere le difficoltà direttamente sul posto. In situazioni di guasti più complicati, il servizio include il trasporto del mezzo e l’organizzazione delle procedure di riparazione o di una vettura sostitutiva, tutto a prezzi altamente competitivi.

Direttore Umberto Buzzoni
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Nuovi incentivi auto elettriche 2025. Oggi il via alle domande.

In nuvo incentivo sulle auto elettriche offre ai privati un aiuto fino a 11. 000 euro e a microimprese un massimo di 20. 000 euro, per l’acquisto di veicoli elettrici nuovi, a condizione che venga rottamato un veicolo a motore a combustione interna di categoria Euro 5 e che si viva in una delle zone urbane funzionali. Il ministero per l’Ambiente e la sicurezza energetica ha reso disponibili 597 milioni di euro attraverso un decreto approvato il 8 agosto 2025 per l’acquisto di auto elettriche da parte di privati e imprese.  Queste risorse, originariamente destinate a investimenti per la creazione di punti di ricarica per veicoli elettrici, provengono dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Oggi è iniziato il click day e l’importo totale delle prenotazioni ha superato i 481 milioni di euro. Questo dato è stato confermato dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. La cifra messa a disposizione per il 2025 rappresenta l’importo più elevato mai offerto per questa categoria di veicoli, a fronte di una serie di criteri richiesti per chi desidera fare domanda. Nel 2024 sono stati 210 milioni i destinati ai veicoli con emissioni comprese tra 0 e 20 g/km di CO2 terminati in sole nove ore. Le richieste possono essere eseguite solamente da individui e piccole imprese che risiedono o hanno base legale nelle aree urbane funzionali. Ai privati verrà concesso un sostegno  pari a 11 mila euro, sotto forma di sconto diretto al momento dell’acquisto, considerando gli isee fino a 30 mila euro. Con un isee tra 30 mila e 40 mila euro il contributo scende a 9 mila euro. L‘acquisto di un’auto elettrica che può costare massimo 42.700 euro di  categoria M1, deve essere accompagnato dalla rottamazione di un veicolo a motore a  combustione con emissioni di classe Euro 5 o precedenti. Per i veicoli elettrici commerciali, che devono essere di categorie N1 e N2 l’importo arriva a un massimo di 20mila euro per veicolo.

Direttore Umberto Buzzoni
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Rottamazione quinquies 2026, come funziona?

La nuova rottamazione riguarda le cartelle relative ai debiti affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. I debiti soggetti alla rottamazione quinquies riguardano le imposte non versate, come indicato nelle dichiarazioni fiscali. Rimangono fuori coloro che non hanno proprio presentato la dichiarazione. Il soggetto fiscale che parteciperà alla regolarizzazione avrà la possibilità di saldare il proprio debito con l’Amministrazione Finanziaria versando esclusivamente l’importo dovuto (il totale delle imposte non saldate). Non sarà necessario versare gli interessi (compresi quelli di mora), le sanzioni e le commissioni. Il capitale da pagare potrà essere distribuito su un numero massimo di 54 rate bimestrali, quindi per un massimo di nove anni. Ogni pagamento avrà lo stesso importo. La data di scadenza del primo pagamento dovrebbe essere il 31 luglio 2026. Il cittadino è obbligato a inviare una dichiarazione (online sul sito dell’agenzia di riscossione) entro il 30 aprile 2026. Dopo la dichiarazione di adesione,la prescrizione e la decadenza vengono interrotti. Anche i nuovi fermi amministrativi e le ipoteche sono interrotti, fatta eccezione per quelli già registrati alla data in cui è stata presentata la dichiarazione. Inoltre, non sarà possibile aprire nuove procedure esecutive. Il contribuente che ha scelto di partecipare alla rottamazione quinquies perde il beneficio della procedura se non paga due rate, oppure se non paga l’ultima rata programmata dal piano sottoscritto.

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