Come vengono tassate le criptovalute in Italia?

In Italia, le criptovalute sono tassate. I guadagni da esse sono considerati “redditi vari” e attualmente vengono tassati al 26%. Tuttavia, dal 1 gennaio 2026, l’aliquota salirà al 33% come stabilito dalla Legge di Bilancio 2025. In alternativa, si ha la possibilità di scegliere un’imposta del 18% sul valore totale della moneta elettronica posseduta. L’imposta può essere versata entro il 30 giugno in un’unica tranche oppure suddivisa in 3 rate annuali di uguale importo a partire dal 30 giugno. Dopo il pagamento della prima rata, si applica un interesse annuo del 3% sulle rate successive. Se i beni cripto sono depositati in un intermediario situato in Italia, l’imposta di bollo del 0,2% viene prelevata in automatico. Nel caso in cui i beni siano tenuti da un intermediario straniero o gestiti in modalità autodichiarata (come nel caso di Ledger), si applica un’imposta patrimoniale annuale dello 0,2%, calcolata sul valore complessivo del portafoglio al 31 dicembre. I contribuenti sono tenuti a calcolare i profitti e le perdite legate alle criptovalute prima di dichiararli. Prima di tutto, è importante stabilire la base di costo, che rappresenta l’importo speso per acquisire la criptovaluta, comprese eventuali spese aggiuntive. Per determinare il guadagno o la perdita, è sufficiente fare una semplice sottrazione tra costo di acquisto e prezzo di vendita. In caso di scambi o altre forme di trasferimento che non prevedono una vendita, si deve far riferimento al valore di mercato nel giorno della transazione. Le trasformazioni in stablecoin, ad esempio l’USDT, suscitano discussioni. La legislazione europea classifica le stablecoin come E-Money Token (EMT), il che le rende potenzialmente soggette a tassazione. Tuttavia, attualmente nessuna stablecoin rispetta le caratteristiche degli EMT, perciò le conversioni in USDT dovrebbero risultare fiscalmente neutrali.

Direttore Umberto Buzzoni
Direttore Editoriale Avv. Anna Maria Calvano

Cos’ è l’ndennità mensile di frequenza?

L’indennità di frequenza è un supporto finanziario, richiesto specificamente attraverso una apposita domanda, destinato a favorire l’inserimento educativo e sociale dei ragazzi con disabilità fino al raggiungimento della maggiore età. Questo sostegno è rivolto ai giovani sotto i 18 anni che presentano difficoltà durature nell’eseguire i compiti e le attività tipiche della loro età, inclusi i minori con problemi di udito, a condizione che rispettino i criteri sanitari e amministrativi stabiliti dalla normativa. L’indennità viene erogata per un massimo di 12 mesi, iniziando dal primo giorno del mese dopo l’inizio effettivo della partecipazione al corso o al trattamento terapeutico-riabilitativo. Questa indennità è disponibile per tutto il periodo di partecipazione. Per l’anno 2025, il valore mensile è fissato a 336 euro. Il reddito personale annuo non deve superare i 5. 771,35 euro. Per il primo pagamento, è necessaria una verifica presuntiva dei redditi dichiarati dall’interessato per l’anno in corso. Negli anni successivi, per le pensioni si terrà conto dei redditi ricevuti nell’anno solare di riferimento, mentre per altre categorie di redditi si considereranno gli importi guadagnati negli anni passati. In situazioni particolari di reddito, l’importo della prestazione può essere aumentato di un certo ammontare mensile definito dalla legge (maggiorazione ex art. 70 legge 388/2000). Per quanto riguarda i requisiti sul sito dell’inps, nella sezione dedicata alla misura, possiamo leggere:”

  • età minore di 18 anni;
  • riconoscimento di difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della minore età oppure della perdita uditiva superiore a 60 decibel nell’orecchio migliore nelle frequenze 500, 1.000 e 2.000 hertz;
  • frequenza di scuole pubbliche o private di ogni ordine e grado (anche asili nido) o di centri di formazione o addestramento professionale pubblici o privati convenzionati, finalizzati al reinserimento sociale dei soggetti, o di centri ambulatoriali, diurni o di tipo semi-residenziale, pubblici o privati convenzionati, specializzati nel trattamento terapeutico, nella riabilitazione e nel recupero di persone portatrici di handicap;
  • reddito inferiore alla soglia stabilita annualmente (per il 2025 è pari a 5.771,35 euro);
  • cittadinanza italiana;
  • per i cittadini stranieri comunitari: iscrizione all’anagrafe del comune di residenza;
  • per i cittadini stranieri extracomunitari: permesso di soggiorno di almeno un anno
    (art. 41 TU immigrazione);
  • residenza stabile e abituale sul territorio dello Stato.

L’indennità di frequenza è incompatibile con:

  • qualsiasi forma di ricovero;
  • l’indennità di accompagnamento per invalido civile totale;
  • l’indennità di accompagnamento per i ciechi totali;
  • la speciale indennità prevista per i ciechi parziali;
  • l’indennità di comunicazione prevista per i sordi prelinguali.”

La liquidazione avviene entro i 45 giorni a partire dal giorno in cui viene presentata la richiesta di pagamento, che deve contenere tutti i dati richiesti.

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Nuovo tentativo di pishing riguardante le cripto-valute.

Ultimamente è stata scoperta una nuova operazione di phishing tramite SMS riguardante le criptovalute, volta a indirizzare l’utente verso un sito nocivo non appartenente dall’Agenzia delle Entrate , al fine di ottenere informazioni personali e dati sui portafogli di moneta digitale. I messaggi in questione invitano l’utente a dichiarare criptovalute da lui possedute, entro una scadenza ravvicinata, includendo un link che utilizza il nome dell’Agenzia delle Entrate per sembrare autentico. Una volta premuto sul collegamento, la persona viene spostato su una pagina che presenta il logo autentico dell’Agenia delle Entrate e una formattazione curata, per somigliare graficamente al vero portale dell’AdE. Questo sito ha l’obiettivo di ricreare un processo di dichiarazione online che chiede vari dati riservati come informazioni personali, dati fiscali, contatti e infine il wallet con la relativa frase di recupero, al fine di acquisire il controllo del contenuto. Sul sito dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione dedicta alle frodi si puo leggere che :” Come di consueto raccomandiamo a tutti i cittadini di prestare massima attenzione a tutte le comunicazioni che intimano un senso di urgenza, allegano link esterni, utilizzano nomi pseudo-autorevoli, e nel caso di ricezione di un messaggio sospetto, raccomandiamo di non interagire in alcun modo con il mittente.” L’Agenzia delle Entrate si dissocia completamente da questa tipologia di messaggi, affermando di non avere alcun legame con essi. Se si hanno incertezze sulla veridicità di un messaggio ricevuto dall’Ade, è sempre consigliato controllare se si tratta di un caso di phishing riconosciuto, visitando la sezione “Focus sul phishing” sul sito ufficiale, contattando i numeri presenti sul portale www. agenziaentrate. gov. it oppure rivolgendosi direttamente all’Ufficio competente nella propria area.

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Cos’è il congedo matrimoniale straordinario concesso dall’Inps?

Il congedo matrimoniale straordinario è una iniziativa è destinata a particolari categorie di lavoratori e a tutti coloro che risultano senza lavoro al momento delle nozze e che, pertanto, non possono usufruire del congedo matrimoniale pagato dal datore di lavoro. Si applica a matrimoni civili e unioni civili, non solo religiosi.  La misura straordinaria fornita dall’Inps, che non si considera un vero e proprio bonus, consiste nel pagamento di sette giorni di lavoro riservati esclusivamente a chi soddisfa specifici requisiti, come: essere un operaio tirocinante, lavoratore domestico o marittimo di bassa qualificazione non impiegato in imprese industriali, artigianali o cooperative; non essere attualmente impiegato a causa di problemi di salute; risultare disoccupato per almeno 15 dei 90 giorni antecedenti al matrimonio. Il permesso matrimoniale straordinario fornito dall’Inps cambia sia in termini di durata che di importo, a seconda della categoria del richiedente. Per gli operai, gli apprendisti e chi lavora a domicilio, il permesso matrimoniale straordinario è di 7 giorni, e l’importo erogato corrisponde al salario giornaliero diminuito del 5,54%; per i marittimi, la durata è di 8 giorni, e l’importo ricevuto è calcolato sul reddito medio giornaliero ridotto del 5,54%. La richiesta della misura deve essere inviata entro dodici mesi dalla data del matrimonio civile o dell’unione civile. Per effettuare la domanda online, è necessario accedere al sito dell’Inps con SPID, CIE o CNS. Una volta effettuato l’accesso, si deve selezionare “utilizza il servizio” e completare il modulo inserendo la data dell’evento e l’Iban sul quale si desidera ricevere il versamento del contributo. Si può contattare anche il Contact center al numero 803 164 (da rete fissa) oppure 06 164 164 da telefono mobile, o recarsi presso un patronato. Il congedo matrimoniale straordinario  non può essere cumulato con la malattia, maternità, cassa integrazione sia ordinaria che straordinaria, e sussidi per disoccupazione (NASpI).

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Il valore legale della Posta Certificata

La PEC è un tipo di email utilizzabile da chiunque, per inviare comunicazioni elettroniche che assicurano una data certa di invio, la protezione del messaggio e la prova della consegna. L’invio di una comunicazione da un indirizzo PEC a un altro è equiparabile legalmente ad una raccomandata tradizionale con ricevuta di ritorno. Per attestare l’invio e la ricezione di un messaggio, il provider PEC del mittente crea e manda al mittente una ricevuta di invio, mentre il provider PEC del destinatario invia una ricevuta di avvenuta o non avvenuta consegna, che include il messaggio e qualsiasi allegato. Viene identificata una data e un orario nell’invio. E’ bene precisare come il messaggio inviato è considerato consegnato anche se colui che lo riceve non accede alla propria posta elettronica certificata. Per diventare possessori di una pec è obbligatorio contattare uno dei fornitori autorizzati da AgID (sul sito dell’AgID si trova l’elenco dei gestori di Posta Elettronica Certificata autorizzati). La domanda può essere effettuata online, sui portali dei diversi fornitori, oppure in sede fornendo le informazioni personali richieste e pagando il costo previsto. Dopo l’attivazione, la PEC può essere utilizzata come un’email normale, ma con la caratteristica che l’invio e la ricezione da parte del destinatario sono certificati. In Italia, le Pubbliche Amministrazioni, gli erogatori di servizi pubblici, i professionisti e le aziende devono avere una casella di posta elettronica certificata. Per i cittadini, invece, non è obbligatorio. Le aziende e i professionisti registrano la loro casella PEC anche presso la Camera di Commercio competente.

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Agevolazioni sulle tasse scolastiche sulla base dell’isee.

Le famiglie con figli possono beneficiare di una diminuzione delle spese per gli asili nido, i servizi educativi per i più piccoli e le mense scolastiche, oltre a poter ricevere borse di studio (con limiti ISEE e importi variabili a livello regionale) e alleggerimenti delle tasse universitarie. Il decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) del 19 aprile 2019, numero 370, ha apportato importanti modifiche alla normativa prevedendo l’esenzione totale dal pagamento delle tasse scolastiche per quei ragazzi che frequentano il quarto e quinto anno della scuola secondaria di secondo grado. Condizione necessaria è che il valore dell’ ISEE sia pari o inferiore a € 20. 000.
Altro importante risultato riguarda le spese per l’iscrizione a tutte le università e le istituzioni AFAM (Alta Formazione Artistica, Coreutica e Musicale) pubbliche. Infatti tali spese non devono essere pagate se l’ISEE è inferiore a 22. 000 euro e sono ridotte se l’ISEE è fino a 30. 000 euro.
Di seguito l’elenco delle riduzioni che riguardano le spese per l’iscrizione a tutte le università e le istituzioni AFAM:
80% per ISEE compreso tra 22. 001 e 24. 000 €;
50% per ISEE compreso tra 24. 001 e 26. 000 €;
25% per ISEE compreso tra 26. 001 e 28. 000 €;
10% per ISEE compreso tra 28. 001 e 30. 000 €.
Non sono incluse in questa riduzione le imposte di bollo, l’imposta per l’esonero e la tassa regionale per il diritto allo studio.

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Revoca della patente per motivi fisici.

L’articolo 119 del Codice della strada afferma che il rilascio della patente di guida è consentito solo se il soggetto soddisfa particolari caratteristiche fisiche e mentali. È vietato guidare quando un morbo, una disabilità fisica o una menomazione anatomica o funzionale ostacolano la guida in sicurezza di un mezzo. Questo argomento non riguarda solamente coloro che si prestano ad ottenere la patente. Può capitare che un soggetto, già in possesso della stessa, perda in seguito i requisiti richiesti. In tali situazioni, è prevista la sospensione della patente per ragioni di salute. Si tratta di una misura che ha effetti importanti e viene attuata solo in circostanze ben specifiche. La sospensione della patente è una misura temporanea che impone il divieto di condurre veicoli per un certo lasso di tempo. Può essere prevista a seguito di violazioni del Codice della strada. Per esempio, se si supera il limite di velocità di oltre 40 km/h,la patente piò essere sospesa ma ci sono anche situazioni riguardanti la salute di chi guida. Quando si perde l’idoneità fisica o mentale, la Motorizzazione può decidere di sospendere la patente. Questo può avvenire durante le visite mediche necessarie per il rinnovo. Se si presentano delle condizioni di salute che non consentono di guidare in sicurezza, scatta la sospensione. Tale misura ha natura preventiva: è volta a tutelare sia il guidatore che gli altri guidatori e pedoni. Non tutte le patologie implicano necessariamente tale provvedimento. Le malattie che, a causa dei loro sintomi o delle conseguenze, rappresentano un rischio per la sicurezza alla guida rientrano nella fattispece che prevede la revoca o la sospensione. Un elemento chiave è la durata. Se si verifica una perdita temporanea dei requisiti sanitari, la sospensione non ha una scadenza definita. Rimane in vigore fino a quando la persona interessata non fornisce alla Commissione medica il documento che dimostra il ripristino dello stato iniziale. Solo in quel momento la patente potrà essere riesaminata o rinnovata. La legge, all’articolo 119 comma 6, chiarisce anche che, nel caso di situazione gravo o permanentee, la decisione diventa un atto conclusivo a meno che non si riesca a confutare la decisione dei medici. Quali sono le malattie o le menomazioni che comportano la sospensione o la revoca della patente? Eccone alcune. Grave alterazione della vista, come nel caso di una cataratta non trattata, la perdita dell’udito che non può essere corretta con apparecchi acustici, talune malattie cardiache pericolose, gravi disturbi endocrini diversi, la sclerosi multipla e anche le malattie mentali attuali.

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